Lancemania. Come nasce un eroe
Ieri, alle 13 e 18, Lance Armstrong non indossava la maglia gialla e, alle 17 e 09, alla fine della tappa per velocisti, non ha abbracciato la fidanzata Sheryl Crow, tornata in America per impegni musicali. La casacca non c’era per scelta: ho il primato perché Zabriskie è caduto, allora non lo ostento. Ma è stato obbligato a ripensarci. Il ciclismo è uno sport conservatore assalito dalla realtà: il giallo ci dev’essere.
22 AGO 20

Dal Foglio del 7 luglio 2005
Ieri, alle 13 e 18, Lance Armstrong non indossava la maglia gialla e, alle 17 e 09, alla fine della tappa per velocisti, non ha abbracciato la fidanzata Sheryl Crow, tornata in America per impegni musicali. La casacca non c’era per scelta: ho il primato perché Zabriskie è caduto, allora non lo ostento. Ma è stato obbligato a ripensarci. Il ciclismo è uno sport conservatore assalito dalla realtà: il giallo ci dev’essere. E ci sono meccanici che hanno come prima premura quella di conservare per mesi la bici nell’esatta condizione scelta come ottimale dal corridore. E professionisti che scrivono le stesse parole portafortuna su tutti i telai. E campioni che non lo sono stati più dopo che la loro famiglia (ahi!) tradizionale è finita. Il texano ha vinto i primi Tour con la moglie Kristin e tre figli. Poi due anni fa è arrivata la star Sheryl e lui ha rivinto. Poi all’heavy metal (AC/DC), compagno di tanti allenamenti, si sono aggiunti pop (Coldplay e Brian Adams) e perfino blues&jazz. Poi – dice Sheryl – dubbi sull’amico Bush. Poi la malinconia: “La cosa che più mi faceva male era pensare che i miei bambini stavano in Texas e io no. Fino all’anno scorso mi sembrava normale, adesso è quasi intollerabile”. Così parlò Lance, conservatore compassionevole e rivoluzionario.
Ieri, alle 13 e 18, Lance Armstrong non indossava la maglia gialla e, alle 17 e 09, alla fine della tappa per velocisti, non ha abbracciato la fidanzata Sheryl Crow, tornata in America per impegni musicali. La casacca non c’era per scelta: ho il primato perché Zabriskie è caduto, allora non lo ostento. Ma è stato obbligato a ripensarci. Il ciclismo è uno sport conservatore assalito dalla realtà: il giallo ci dev’essere. E ci sono meccanici che hanno come prima premura quella di conservare per mesi la bici nell’esatta condizione scelta come ottimale dal corridore. E professionisti che scrivono le stesse parole portafortuna su tutti i telai. E campioni che non lo sono stati più dopo che la loro famiglia (ahi!) tradizionale è finita. Il texano ha vinto i primi Tour con la moglie Kristin e tre figli. Poi due anni fa è arrivata la star Sheryl e lui ha rivinto. Poi all’heavy metal (AC/DC), compagno di tanti allenamenti, si sono aggiunti pop (Coldplay e Brian Adams) e perfino blues&jazz. Poi – dice Sheryl – dubbi sull’amico Bush. Poi la malinconia: “La cosa che più mi faceva male era pensare che i miei bambini stavano in Texas e io no. Fino all’anno scorso mi sembrava normale, adesso è quasi intollerabile”. Così parlò Lance, conservatore compassionevole e rivoluzionario.