Stamattina cinque esplosioni nella capitale
La vendetta di Al Qaida in Iraq
E' di 34 morti e circa un centinaio di feriti l'ultimo bilancio delle cinque esplosioni che stamani hanno colpito varie zone di Baghdad. Lo hanno riferito le autorità nazionali. Una delle deflagrazioni è stata opera di un kamikaze. La fase è delicata: a Baghdad si deve costruire una coalizione di governo, dopo la vittoria di Iyyad Allawi, e gli americani sperano che si trovi presto un equilibrio. Leggi Non doveva essere il nuovo Vietnam? - Leggi L’Oscar per la guerra - Leggi Missione compiuta
22 AGO 20

E' di 34 morti e circa un centinaio di feriti l'ultimo bilancio delle cinque esplosioni che stamani hanno colpito varie zone di Baghdad. Lo hanno riferito le autorità nazionali. Una delle deflagrazioni è stata opera di un kamikaze
Prima la strage degli uomini del Risveglio, i sunniti che si sono ribellati ad al Qaida e hanno permesso all’Iraq di incamminarsi verso la stabilità, poi tre attacchi simultanei alle ambasciate di Egitto, Iran, Siria, Spagna e Germania a Baghdad. In due giorni al Qaida ha fatto sapere a tutti – con più di cinquanta vittime e decine di feriti – che ha intenzione di sfruttare appieno questo momento di vuoto politico in Iraq per tornare a farsi sentire. La fase è delicata: a Baghdad si deve costruire una coalizione di governo, dopo la vittoria di Iyyad Allawi, e gli americani sperano che si trovi presto un equilibrio, perché soltanto così il piano di ritiro per l’estate può diventare operativo.
I paesi della regione che da sempre si muovono nell’ombra per cercare di dirottare a proprio favore le sorti di Baghdad sono più attenti che mai. Per questo i terroristi di al Qaida stanno alzando la posta: da ultimo si erano concentrati nel colpire soprattutto gli sciiti, ora vogliono andare a riprendersi i sunniti, se non quelli del Risveglio contro i quali è comunque preferibile l’esecuzione sommaria, almeno quelli che potrebbero essere delusi dalla politica di Baghdad. E poi ci sono le interferenze straniere, quelle iraniane soprattutto: questa è la nostra terra, dice al Qaida, cacceremo gli americani e ce la riprenderemo. Il cratere davanti all’ambasciata del Cairo è soltanto un segnale.