Il senatore Lusi è stato espulso dal gruppo del Pd
L’ufficio di presidenza del gruppo Pd al Senato ha espulso il senatore Luigi Lusi, dopo che il senatore aveva rifiutato l’invito del partito a lasciare l’incarico. La decisione che ha portato all’espulsione è stata presa all’unanimità in una riunione svolta questa mattina su richiesta del presidente del gurppo pd al Senato, Anna Finocchiaro. Leggi Passi, passettini e baci semisegreti nella liaison tra i partiti pro-Monti di Salvatore Merlo
22 AGO 20

L’ufficio di presidenza del gruppo Pd al Senato ha espulso il senatore Luigi Lusi, dopo che il senatore aveva rifiutato l’invito del partito a lasciare l’incarico. La decisione che ha portato all’espulsione è stata presa all’unanimità in una riunione svolta questa mattina su richiesta del presidente del gurppo pd al Senato, Anna Finocchiaro.
Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, è indagato per appropriazione indebita aggravata in relazione alla sottrazione di tredici milioni di euro dalle casse del partito. I legali del senatore hanno avanzato la richiesta di patteggiare la pena a un anno di reclusione e la restituzione immediata di almeno cinque milioni di euro. A questo proposito la reazione dei pm di fronte a un possibile alleggerimento della pena non è stata, per ora, accolta positivamente. I magistrati – il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Stefano Pesci – hanno detto di volere riflettere con attenzione.
Stefano Fassina, responsabile del settore Economia e Lavoro del Partito democratico, aveva chiesto a Luigi Lusi di presentare le dimissioni, pur sottolineando che non prevede una sua sostituzione in Senato. Fassina ha detto: “Non volendo dimettersi, il senatore Lusi aggrava i danni alle istituzioni della Repubblica, alla politica e al Pd, in una fase segnata da profonda sfiducia dei cittadini”. Il presidente del Pd, Rosy Bindi, ha espresso soddisfazione per la decisione di escludere Lusi dal Senato: ”Ora andremo avanti anche a livello di partito. E’ stata già convocata la commissione di garanzia e prenderemo tutte le misure che prevede il nostro statuto”. Secondo il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi: “La vicenda del tesoriere della Margherita conferma che certi esponenti politici sono inflessibili e implacabili contro gli avversari, mentre quando certe vicende riguardano il proprio partito basta esprimere indignazione per allontanare ogni polemica”.
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