I giornali si accorgono (in ritardo) che il Papa sta dalla parte delle vittime

La notizia è una notizia soltanto per chi, come dimostrano i siti dei giornali italiani in questo momento, non aveva letto la lettera di Benedetto XVI ai cattolici irlandesi di dieci giorni fa. Nella lettera il Papa ricordava di avere già più volte incontrato le vittime degli abusi e di essere disposto a farlo nuovamente, e diceva che i colpevoli dovranno rispondere dei loro atti "davanti a Dio onnipotente" e ai tribunali ordinari debitamente costituiti. Leggi la lettera di Benedetto XVI ai cattolici irlandesi sugli abusi
22 AGO 20
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Benedetto XVI è disponibile a incontrare nuovamente le vittime degli abusi sessuali da parte del clero. E' quanto ha detto oggi padre Federico Lombardi, in una lunga nota dedicata al caso della pedofilia dei sacerdoti. ''Nel contesto dell'attenzione alle vittime – scrive Lombardi in una lunga nota per la Radio Vaticana – il Papa ha scritto di essere disponibile a nuovi incontri con esse, coinvolgendosi nel cammino di tutta la comunità ecclesiale. Ma è un cammino che per raggiungere effetti profondi deve ancor di più svolgersi nel rispetto delle persone e alla ricerca della pace''. Quindi il direttore della Sala stampa vaticana rileva la necessità di continuare ''a cercare la verità e la pace per gli offesi. Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro – a volte di diversi decenni -, ma evidentemente ancora aperte. Molte vittime non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale. C'è qualcosa che va ancora capito veramente''.
Il direttore della Sala stampa vaticana ha ribadito la necessità di fare giustizia sui casi di abusi sessuali che coinvolgono i sacerdoti dssia attraverso le norme del diritto canonico che vanno applicate con decisione, che attraverso la collaborazione con le autorità civili. In una lunga nota per la Radio Vaticana ha scritto: ''Accanto all'attenzione per le vittime bisogna, poi, continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo conto delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi paesi''. ''Solo così – ha aggiunto – si può pensare di ricostituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale. Si è dato il caso che diversi responsabili di comunità o di istituzioni, per inesperienza o impreparazione, non hanno pronti e presenti quei criteri che possono aiutarli ad intervenire con determinazione anche quando ciò può essere per loro molto difficile o doloroso''. ''Ma – ha spiegato ancora – mentre la legge civile interviene con norme generali, quella canonica deve tener conto della particolare gravità morale della prevaricazione della fiducia riposta nelle persone con responsabilità nella comunità ecclesiale e della flagrante contraddizione con la condotta che dovrebbero testimoniare. In questo senso, la trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa''.