Grillo contro Ingroia, e Casaleggio-Axelrod a sognare Piazza del Popolo

L’ha chiamato “bidone aspiratutto” ma non bastava: Beppe Grillo sta andando sempre più massicciamente all’attacco di Antonio Ingroia, suo fratello-coltello nella corsa all’accaparramento del voto arrabbiato o incerto, e lo sta facendo, all’occorrenza, anche per interposta persona. Da qualche giorno, infatti, sul blog dell’ex comico compaiono lunghi post anti-Ingroia firmati da altri (dal blogger Piero Ricca, e ieri dal sostenitore Cristiano Marinelli) in cui la “Rivoluzione civile” dell’ex procuratore di Palermo viene messa sotto processo per il “leaderismo” (da che pulpito – ma Grillo, unico leader dell’M5s, ci tiene a non essere definito tale) nonché per la non risolta “ambiguità magistratura-politica”.
22 AGO 20
Immagine di Grillo contro Ingroia, e Casaleggio-Axelrod a sognare Piazza del Popolo
L’ha chiamato “bidone aspiratutto” (con riferimento alla composizione delle liste elettorali) e “foglia di fico” (con riferimento al riciclo dei “partiti-zombie”) ma non bastava: Beppe Grillo sta andando sempre più massicciamente all’attacco di Antonio Ingroia, suo fratello-coltello nella corsa all’accaparramento del voto arrabbiato o incerto, e lo sta facendo, all’occorrenza, anche per interposta persona. Da qualche giorno, infatti, sul blog dell’ex comico compaiono lunghi post anti-Ingroia firmati da altri (dal blogger Piero Ricca, e ieri dal sostenitore Cristiano Marinelli) in cui la “Rivoluzione civile” dell’ex procuratore di Palermo viene messa sotto processo per il “leaderismo” (da che pulpito – ma Grillo, unico leader dell’M5s, ci tiene a non essere definito tale) nonché per la non risolta “ambiguità magistratura-politica”. Ingroia, secondo gli “editorialisti” di Grillo, “non convince” per “l’unione artificiale tra diversi”, per l’inserimento in lista di un “indagato” a sua insaputa (doveva vigilare, è la critica), per il rapporto con il Pd e per la liason con Luigi De Magistris, altra bestia nera tra gli ex amici apparenti del grillismo. Accade anche il contrario, con Ingroia che spara su Twitter: “Grillo è ormai un politico che cavalca l’antipolitica… non si va in Parlamento per raccontare barzellette”, ha detto l’ex procuratore che ha messo in lista l’espulso grillino per antonomasia, Giovanni Favia, ma dopo aver a lungo corteggiato l’M5s come possibile alleato (cosa che gli ha attirato le critiche dei Cavalieri Jedi di Grillo, gli internauti che presidiano il suo blog, quelli per i quali Ingroia è la “volpe” di fronte “all’uva”). In piazza, intanto, Grillo non manca di far notare, a ogni apparizione, che Ingroia è uno dei “faccioni pigliatutto”, pur riservandosi per il futuro un’opzione su “alcune battaglie comuni” (Ingroia gli aveva aperto una “porta”, lui gli aveva detto “richiudila”, ma non si sa mai, nel dopo-voto).