Il G8 sterlizzato
Europei in cerca di un piano anticontagio per rassicurare Obama
Gli Stati Uniti devono “fronteggiare alcuni rischi” a causa della zona euro, ha avvertito ieri il segretario al Tesoro, Timothy Geithner: “Viviamo ancora in un mondo pericoloso e incerto, con l’Europa che affronta una crisi severa e protratta”. Nell’Amministrazione Obama prevale “un senso d’urgenza”, ha spiegato alla Reuters Philip J. Crowley, ex portavoce del dipartimento di stato: “Le decisioni europee potrebbero potenzialmente intromettersi nelle elezioni americane”.
22 AGO 20

Bruxelles. Gli Stati Uniti devono “fronteggiare alcuni rischi” a causa della zona euro, ha avvertito ieri il segretario al Tesoro, Timothy Geithner: “Viviamo ancora in un mondo pericoloso e incerto, con l’Europa che affronta una crisi severa e protratta”. Nell’Amministrazione Obama prevale “un senso d’urgenza”, ha spiegato alla Reuters Philip J. Crowley, ex portavoce del dipartimento di stato: “Le decisioni europee potrebbero potenzialmente intromettersi nelle elezioni americane”. Al G8 che inizia oggi a Camp David, Barack Obama vuole evitare che l’Europa sia lo “swing state” decisivo per la sua mancata rielezione (già di suo complicata).
In una videoconferenza, ieri i leader europei – la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il premier italiano Mario Monti e quello britannico David Cameron con i capi di Bruxelles, Herman Van Rompuy e José Manuel Barroso – hanno discusso un piano comune di gestione del voto greco. All’uscita della Grecia dall’euro (drammatizzata dalla copertina dell’Economist con una banconota da 20 euro in fiamme) ieri si è aggiunto il dramma bancario spagnolo. Se ad Atene c’è la corsa agli sportelli per paura che il ritorno della dracma faccia collassare il valore dei risparmi dei greci, in Spagna il panico è stato generato dalla notizia che un miliardo di euro era stato prelevato da Bankia, istituto di credito in via di nazionalizzazione.
I dirigenti della banca hanno smentito, ma le rassicurazioni non sono servite: il titolo è crollato in Borsa (cosa che fa già da settimane, il suo valore si è più che dimezzato) tirando giù i listini del continente, prima di tutto quelli di Milano, già colpiti dal collocamento di titoli spagnoli a rendimenti in rialzo.
Mentre il Fmi di Christine Lagarde ha invitato la Bce ad abbassare i tassi, i leader europei hanno cercato un piano comune da presentare al G8, per rassicurare i colleghi che non fanno parte dell’Eurozona sulla sostenibilità del progetto europeo. Merkel, considerata la colpevole del caos, si presenta a Camp David con un fare più “soft”, assicurava ieri il New York Times.
Mentre il Fmi di Christine Lagarde ha invitato la Bce ad abbassare i tassi, i leader europei hanno cercato un piano comune da presentare al G8, per rassicurare i colleghi che non fanno parte dell’Eurozona sulla sostenibilità del progetto europeo. Merkel, considerata la colpevole del caos, si presenta a Camp David con un fare più “soft”, assicurava ieri il New York Times.
La cancelliera tedesca si aspetta una maggiore sintonia tra Obama e il nuovo inquilino dell’Eliseo (oltre a quella già nota con Monti), soprattutto se quest’ultimo s’ispirerà al pragmatismo, come sostengono molti commentatori. L’Europa è sempre più spezzata a metà, tra nord e sud, e se da un lato è necessario fare affidamento sulla capacità della Germania di continuare a crescere ai ritmi dimostrati (è solo Berlino il motore europeo), dall’altro è necessaria un’unità politica che vada verso una maggiore integrazione fiscale e verso una conciliazione tra il controllo dei conti e le politiche per la crescita.
Gli americani “vedono la crisi del debito come il più grande fardello per l’economia americana tra qui e novembre”, dicono gli esperti. Al G8 vogliono assicurarsi che l’Europa “trovi un modo per cavarsela”. Le conseguenze della crisi europea sull’economia americana si fanno sentire. L’euro balla a 1,27 sul dollaro, vicino al livello più basso dell’ultimo anno. Le esportazioni americane verso l’Europa sono cresciute nei primi tre mesi dell’anno, ma si teme un improvviso arresto. Dietro le quinte, Obama ribadirà la necessità di un firewall più forte contro il contagio provocato da un collasso della Grecia e di un ruolo più diretto della Bce. Ma intanto, per isolare l’America e Obama dai guai sempre più ingestibili dell’euro, la Fed intende tenere i tassi bassi “almeno fino al 2014”.