Speciale online 9:47
Ventotto leader europei in cerca d'autore
Sarà Herman Van Rompuy, presidente dell'Unione Europea, ad avviare le consultazioni con il Parlamento europeo che porteranno alla nomina del prossimo presidente della Commissione. I capi di Stato e di governo europei infatti dopo non avere trovato l'accordo sulla nomina hanno delegato il politico belga con l'obiettivo di cercare di trovare una maggioranza stabile e tentare di mediare con l'intransigenza euroscettica che continua a minacciare di referendum di uscita dall'Ue. Leggi anche Rosati Le carte da giocare e la nuova forza del premier italiano in Europa
21 AGO 20

Sarà Herman Van Rompuy, presidente dell'Unione Europea, ad avviare le consultazioni con il Parlamento europeo che porteranno alla nomina del prossimo presidente della Commissione. I capi di Stato e di governo europei infatti dopo non avere trovato l'accordo sulla nomina hanno delegato il politico belga con l'obiettivo di cercare di trovare una maggioranza stabile e tentare di mediare con l'intransigenza euroscettica che continua a minacciare di referendum di uscita dall'Ue.
Il primo nome nell'agenda di Van Rompuy è quello dell'ex primo ministro lussemburghese Jean Claude Juncker, candidato del partito Popolare Europeo che ha ottenuto il maggior numero di seggi ma non la maggioranza assoluta. Dato l'esito delle elezioni il cancelliere tedesco Angela Merkel ha sottolineato la necessità di un accordo che coinvolga "un'ampia maggioranza". "Non escludo o includo nulla", ha detto la Merkel alla cena informale che ha riunito ieri sera i leader europei a Bruxelles. Il presidente francese Francois Hollande ha inoltre affermato che il candidato dei socialisti, il tedesco Martin Schulz, non è fuori dai giochi.
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Il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi da Bruxelles rilancia il suo slogan elettorale: "Se vogliamo salvare l'Europa dobbiamo cambiare l'Europa". L'obiettivo è chiaro: sfruttare il successo elettorale per avere una posizione di spicco all'interno del nuovo governo europeo, oltre alla alla presidenza dell'Eurogruppo in quanto il Pd è stato "il maggior numero di voti in assoluto, e ha ottenuto un risultato significativo che ha sconfitto il populismo". L'idea di Renzi è la revisione delle regole di bilancio, che preveda lo scorporo della soglia del 3% di alcune spese infrastrutturali e per investimenti.
Il governo italiano dovrà provvedere alla sostituzione di Antonio Tajani alla Commissione dato che l'attuale commissario all'industria opterà per il Parlamento europeo (per Forza Italia). Entro giugno Tajani lo comunicherà a Josè Barroso. Due le ipotesi: o il suo portafoglio viene assunto da un altro commissario in carica o il governo decide di sostituirlo, a quel punto il commissario entrante per le ultime battute della Commissione Barroso sarebbe lo stesso commissario che l'Italia schiererà per la nuova legislatura.
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