Stefano Rodotà
21 AGO 20

Tiene a precisare che lui è "un vecchio signore che qualche libro l’haletto e un po’ conosce la storia". Queste qualità lo portano adaffermare: "… il risultato sarebbe un’alterazione in senso autoritariodella logica della Repubblica parlamentare che sta in Costituzione. Edovremmo stare zitti?". Non vedo alcuno che lo voglia far tacere. Parla,firma, rilascia interviste a volontà. Il vecchio signore, non afferra, nonvuol capire e, siamo buoni, non può capire perché non ha aggiornato i suoistrumenti culturali, che è finito il tempo “della logica della Repubblicaparlamentare”. Finita per auto estinzione da inefficacia politicacontinuata. Che a Lui possa piacere è legittimo. Che se la tenga stretta,come il bambino, l’orsacchiotto, è comprensibile. Mio nonno,ottantacinque anni nel 1946, diceva in casa che era nato col Re e che nonvoleva morire repubblicano. Niente da eccepire. Dopo il Referendum sposò la tesi dei brogli messi in piedi dal socialista Giuseppe Romita. Un carovecchio signore, un Rodotà d’antan.