Squinzi chiede a Renzi di fare subito le riforme

Futuro, novità e crescita: ecco le parole chiavi del pensiero di Giorgio Squinzi, che oggi ha aperto all'auditorio Parco della Musica di Roma, l'assemblea di Confindustria chiedendo agli industriali di "superare le vecchie logiche, non avere paura del nuovo", in quanto "dalla crisi possiamo uscire solo decidendo ciò che da almeno due decenni non abbiamo avuto il coraggio di fare. Cambiare decidendo".
21 AGO 20
Immagine di Squinzi chiede a Renzi di fare subito le riforme
Futuro, novità e crescita: ecco le parole chiavi del pensiero di Giorgio Squinzi, che oggi ha aperto all'auditorio Parco della Musica di Roma, l'assemblea di Confindustria chiedendo agli industriali di "superare le vecchie logiche, non avere paura del nuovo", in quanto "dalla crisi possiamo uscire solo decidendo ciò che da almeno due decenni non abbiamo avuto il coraggio di fare. Cambiare decidendo".
Il presidente di Confindustria nel suo discorso schiaffeggia il governo per poi accarezzarlo. Sottolinea come sia palese la voglia di cambiamento sancita dagli italiani con il voto alle elezioni europee, ma avverte Renzi che "questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita". Reclama un'azione governativa che metta l'industria al centro delle politiche come "succede ovunque", ma esprime allo stesso tempo fiducia, in quanto intravede come "sia giunto il momento di un cambiamento poiché "il ministro dello Sviluppo Economico ha la giusta sensibilità e una storia personale per farlo".
[**Video_box_2**]Squinzi dà colpi al cerchio al cerchio governativo, e colpi alla botte burocratica, critica il primo, per tentare di dare una spallata al secondo. "In Italia, il sabotaggio della crescita appare sistematico", dice, sottolineando poi come l'apparato burocratico "sembra compiacersi nel rallentare gli investimenti e distruggere i posti di lavoro. Bisogna dunque far sì che l'Italia sia un luogo che non ostacoli ma anzi assecondi chi vuole fare impresa come succede in tutti i Paesi nostri concorrenti". Il pensiero va quindi all'Europa, al semestre di presidenza italiana che "deve essere l'occasione per ridurre gli eccessi di un'austerità applicata in modo asimmetrico e per iniziare un processo di avvicinamento tra istituzioni e cittadini d'Europa".
La sfida europea di Squinzi parte però da una considerazione interna, di immagine. "Qualsiasi macchia si faccia all'Expo non è grave, è imperdonabile, perché la si fa a danno dell'intero paese", poiché "noi abbiamo ambizioni grandi sui mercati e per molti stranieri siamo un modello da imitare. La grande occasione per fare vetrina e sistema di tutto ciò e' a Milano e si chiama
Expo".