Siamo oltre l'emergenza "tecnica"
"Per superare la fase critica non è sufficiente guardare al breve termine". Queste parole, contentenute nella bozza della relazione di Mario Monti che accompagna il Documento di Economia e finanza in discussione ora al Consiglio dei ministri, sono un po' la base economica dell'unità nazionale. L'Italia per ora, grazie a "uno sforzo collettivo", "ha messo in sicurezza i conti", spiega il premier, ma "molto resta da fare".
21 AGO 20

"Per superare la fase critica non è sufficiente guardare al breve termine". Queste parole, contentenute nella bozza della relazione di Mario Monti che accompagna il Documento di Economia e finanza in discussione ora al Consiglio dei ministri, sono un po' la base economica dell'unità nazionale. L'Italia per ora, grazie a "uno sforzo collettivo", "ha messo in sicurezza i conti", spiega il premier, ma "molto resta da fare". Sottinteso: per una fase critica come quella attuale è stata inaugurata una maggioranza parlamentare tripartita (Pdl, Pd, Udc), ma se la fase critica continua non è detto che lo "sforzo collettivo" e le maggioranze politiche trasversali non debbano anch'esse proseguire.
Le principali sfide economiche di cui sta parlando in questi minuti Monti, infatti, non potranno essere vinte definitivamente entro la primavera del 2013, ovvero la scadenza naturale dell'attuale legislatura. Si prenda la crescita: "La crisi che viviamo dal 2008 può avere un impatto duraturo e profondo sul potenziale di crescita dell'Italia – ammette Monti – anche se è stato evitato uno choc distruttivo". Ancora: "Sul piano interno la crescita non tornerà fino al 2013". Si ragiona a medio-lungo termine anche per l'indebitamento della Pubblica amministrazione: "Il debito pubblico ha raggiunto il livello più alto dagli inizi della crisi. E' necessario gestire questa pesante eredità impostando un graduale ma duraturo percorso di rientro". Conclusione, con annesso avvertimento ai governi e alle (grandi) coalizioni che verranno: ora è "necessario impostare un cambiamento a tutti i livelli, guidato da obiettivi chiari e da un'idea di futuro che vogliamo. Per il nostro paese significa impostare una trasformazione profonda". Siamo oltre l'emergenza puramente "tecnica", insomma.