Senza Draghi non c’è ripresa
Il soldato Draghi è sempre più solo. I tedeschi non perdono un giorno per criticarlo e nessuno nell’Eurozona lo difende apertamente. Ieri era l’anniversario della sua dichiarazione “faremo tutto quello che occorre per salvare l’euro”. Quella frase ha fatto sparire la previsione della disgregazione della moneta unica e ha calmato gli spread dei tassi.
21 AGO 20

Il soldato Draghi è sempre più solo. I tedeschi non perdono un giorno per criticarlo e nessuno nell’Eurozona lo difende apertamente. Ieri era l’anniversario della sua dichiarazione “faremo tutto quello che occorre per salvare l’euro”. Quella frase ha fatto sparire la previsione della disgregazione della moneta unica e ha calmato gli spread dei tassi. Invece che ringraziare Draghi per gli effetti positivi che ha ottenuto con una dichiarazione (effetti che si vedono anche nel corso rialzista della Borsa tedesca, l’indice Dax), il giorno prima dell’anniversario, Jürgen Stark, un ex membro tedesco dell’esecutivo Bce, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano economico Handelsblatt in cui dice che le dichiarazione di Draghi hanno sì calmato i mercati, ma non hanno risolto la crisi e ciò ha allentato la pressione sui governi dei paesi con problemi di debito, compreso quello italiano. Governi che per questo non hanno più voglia di fare le riforme. Sicché, dice Stark, la Bce è diventata ricattabile. Oltre a Stark altri falchi della Bundesbank, come il suo capo Jens Weidmann e i luogotenenti Dombret e Lautenschläger, hanno criticato Draghi. Il silenzio dei leader europei rispetto a questi attacchi è pericoloso. Si beano della “ripresina” senza capire che il traino dei paesi emergenti verrà meno (dice l’Economist) e che quindi essere uniti, o, come si dice, “europeisti” è l’unica via per crescere. C’è poi l’economia di Cipro soffocata dalla terapia germanica. Un paese dove l’euro che conosciamo non c’è più (viste le restrizioni sulla circolazione di capitali). Ciò dà la sensazione di quel che potrebbe accadere se si togliessero a Draghi le ultime pallottole.