Pena detentiva e libertà
21 AGO 20

Per una formalità non vogliono mettere in libertà il "povero" Vallanzasca! Che non abbia finito di scontare neppure il primo ergastolo (di quattro che s'è meritato - ma si può?) è una sciocchezza: il grave è che non ha pagato tremila euro di debito con la giustizia. Ecco, a me che piango notte e giorno sulla moribonda Giustizia, sta bene che gli possano essere abbonati quattro ergastoli, anche tremila (persino tremila volte mille) euro, ma vorrei il rispetto integrale di una condizione. Una condizione minima: che una commissione di esperti, formata da Vittorino Andreoli e specialisti del suo calibro d'altre discipline, accerti la sua ri-educazione: anche in tal caso ci sarebbe sempre un rischio di errore. Errore che, però, non si dovrebbe esorcizzare affidandosi ad uno psicologo dipendente del ministero della giustizia, abituato più a riempire carte, che a valutare e operare per il recupero di persone mal cresciute: non mi basta che uno dica di sé (ma anche che lo facciano altri, magari ideologicamente drogati) che è un'altra persona, perché le vittime non sono più persone. Ben inteso, è un discorso generale, da valere non solo per il bel Renè, ma per tutti, e dovrebbe entrare in una riforma complessiva e drastica dell'elefantiaco sistema legislativo italiota (e in primo luogo dell'ordinamento giudiziario e di quello penitenziario). Beneficio da elargire da un organo apposito e non da un giudice (anche se collegiale), magari controfirmato dal presidente della Repubblica.