L'endorsement (titubante) di Merkel a Juncker

Angela Merkel sosterrà la candidatura di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea. E' stata la stessa cancelliera tedesca ad annunciarlo intervenendo a Ratisbona in occasione della giornata mondiale dei cattolici tedeschi. Merkel ha così superato i dubbi emersi martedì scorso dopo il vertice dei capi di governo dei 28 paesi dell'Unione a Bruxelles. In quell'occasione, il leader della Cdu aveva preso atto di un'opposizione vasta in seno al Consiglio nei confronti di Juncker. Leggi anche Cerasa Il governo Angela Renzi e Lo Prete Perché l’Italia neorenziana può diventare l’arma segreta di Merkel
21 AGO 20
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Angela Merkel sosterrà la candidatura di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea. E' stata la stessa cancelliera tedesca ad annunciarlo intervenendo a Ratisbona in occasione della giornata mondiale dei cattolici tedeschi. Merkel ha così superato i dubbi emersi martedì scorso dopo il vertice dei capi di governo dei 28 paesi dell'Unione a Bruxelles. In quell'occasione, il leader della Cdu aveva preso atto di un'opposizione vasta in seno al Consiglio nei confronti di Juncker. Al termine dell'incontro a Justus Lipsus, Merkel aveva dichiarato che il nuovo presidente della Commissione sarebbe stato scelto solo dopo un confronto tra tutti i paesi membri, per arrivare a una scelta finale solo a giungo.

Il voto delle europee ha delineato uno scenario che rende la nomina del successore di Josè Manuel Barroso più complessa di quanto il Partito popolare europeo potesse aspettarsi. Juncker, dato per favorito fino alle prime ore successive alle elezioni, non ha soddisfatto i paesi come la Gran Bretagna, la Svezia, l'Olanda, la Finlandia e molti stati dell'est Europa. Si è invece schierato dalla parte del vincitore Alexis Tsipras, presidente del partito socialista greco Syriza e candidato della Sinistra europea alla presidenza della Commissione. "Il Ppe ha vinto le elezioni e quindi spetta a Juncker formare la maggioranza" perché, ha detto, "occorre dar voce alla volontà espressa dagli elettori".
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Il candidato lussemburghese è considerato da molti un convinto federalista e la sua nomina, secondo i detrattori, potrebbe non rappresentare la risposta ideale all'ondata populista ed euroscettica delle urne europee. Una versione riportata anche dal Financial Times, secondo cui il lussemburghese dovrebbe essere "scaricato" dai 28. Secondo il quotidiano britannico, "serve un volto nuovo dal vasto consenso popolare". Ma il Ft era andato oltre, affermando che il presidente della Commissione dovrebbe essere scelto dal Consiglio e non dal Parlamento, dato che questo mancherebbe della maggioranza necessaria. "Si tratta di un'espropriazione di potere", lamentava l'editoriale. Tesi molto vicine a quelle del premier inglese David Cameron, rappresentante dello schieramento anti-Juncker. Ma le dichiarazioni di Merkel potrebbero ora cambiare tutto riportando in vantaggio la candidatura del candidato del Ppe.