L’atomica d’oriente
Stephen Bosworth, l’uomo che tiene i rapporti con la Corea del nord per conto della Casa Bianca, è volato ieri a Pyongyang e ha incontrato gli ufficiali del regime comunista. E’ stata una visita improvvisa e fuori programma: nel fine settimana, i coreani hanno mostrato al mondo il nuovo reattore di Yongbyon, l’ultimo prodigio della loro industria atomica. E’ un impianto con mille centrifughe per arricchire l’uranio che ha già cominciato a funzionare.
21 AGO 20

Questo caso porta un paio di problemi significativi al presidente americano, Barack Obama. La Casa Bianca ha intenzione di ridurre gli armamenti nucleari, un proposito ribadito nel vertice della Nato che si è svolto nel fine settimana a Lisbona. La visione di Obama si scontra con i programmi di regimi come l’Iran e la Corea del nord, che impegnano grandi risorse per arrivare alla bomba. Nel caso di Pyongyang, non basta trattare con i generali per arrivare a una soluzione. In Asia il prezzo dell’uranio sale più velocemente dell’oro e l’offerta è in grado di coprire soltanto due terzi della domanda – secondo il Wall Street Journal, la tendenza si confermerà nei prossimi due anni. Una delle società statali che seguono i lavori a Yongbyon, Ncg, ha una grande sede a Pechino e riceve sostegno dai vicini di casa. Se vuole evitare la bomba coreana, Barack Obama avrà bisogno dell’aiuto (non scontato) della Cina.