Il nuovo che avanza in casa Grillo è uguale al vecchio

Il gioco della violenza è un'attività che piace. Soprattutto quando si esercita nei confronti “di chi è più debole o ha solo il difetto di essere una donna o di pensarla diversamente da te”. E' quanto comunicato dalla consigliera Federica Salsi parlando lunedì al comune di Bologna, riferendosi alle modalità d'azione del Movimento 5 stelle: “Il nuovo che avanza è in piena sintonia con il vecchio, della stessa pasta della casta che disprezzano”, aggiunge. Il caso è esploso dopo il mini-Wikileaks a 5 stelle e la pubblicazione delle mail riservate del gruppo dirigente bolognese. di Antonio Amorosi Editoriale Grillo, i soldi, la sindrome caramella - Rizzini Occupy-Parlamento, la trovata dei 5 stelle che fa tanto Fazio & Saviano
21 AGO 20
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Il gioco della violenza è un'attività che piace. Soprattutto quando si esercita nei confronti “di chi è più debole o ha solo il difetto di essere una donna o di pensarla diversamente da te”. E' quanto comunicato dalla consigliera Federica Salsi parlando lunedì al comune di Bologna, riferendosi alle modalità d'azione del Movimento 5 stelle: “Il nuovo che avanza è in piena sintonia con il vecchio, della stessa pasta della casta che disprezzano”, aggiunge. Il caso è esploso dopo il mini-Wikileaks a 5 stelle e la pubblicazione delle mail riservate del gruppo dirigente bolognese (in testa i due consiglieri comunali Massimo Bugani e Marco Piazza) che ha prodotto un vero e proprio ciclone nel Movimento. Con epiteti volgari e violenti, nelle email pubblicate qualche giorno fa sul sito del circolo bolognese si davano informazioni a Grillo e Casaleggio sui dissidenti locali e si complottava per eliminarli. Sono scesi in campo anche i sette parlamentari grillini bolognesi, oltre al consigliere regionale, che con una lettera hanno chiesto di fatto le dimissioni dei due consiglieri comunali e degli altri personaggi coinvolti: Nicola Virzì (il noto camionista videomaker Nik il Nero chiamato in Parlamento) e la moglie Serena Saetti, consigliera di quartiere.
La Salsi, per provare la doppiezza dei cosiddetti casaleggesi, cita le “relazioni pericolose” tra amministrazione Pd e 5 stelle. Racconta di un inciucio tra il sindaco Merola e il capogruppo Bugani. In seguito a un'inchiesta giornalistica che coinvolgeva il capo di Gabinetto del sindaco (era un ottico che aveva solo la terza media e un contratto illegittimo), si sarebbero mossi in accordo per “sedare” il caso. In campo anche l'ex consigliere regionale Giovanni Favia che conferma l'inesistente opposizione dei due grillini al Pd: quando con un video contestò il conflitto di interesse della vicesindaco di Bologna Silvia Giannini (nel Cda della Cir di De Benedetti) per partecipazioni societarie in un'azienda sanitaria privata attiva sotto le Due torri. I due casaleggesi Bugani e Piazza “minacciarono spaccature se non lo toglievo”, dice Favia. Ma altro che dimissioni, intervengono Grillo e Casaleggio. Il meetup locale con tutto il suo indirizzario di migliaia di mail verrà moderato da un'unica persona: Serena Saetti (una dei complottisti). E in sostegno dei loro uomini, Bugani e Piazza dichiarano: “Rinnoviamo loro la nostra stima e totale solidarietà”.
di Antonio Amorosi