Il disordine apostolico
Con sapienza paolina e un quid di candore professorale il Papa ha umilmente spazzato via la logica di intrighi, impazienze mordaci, e anche di odio, che il mondo ha importato nella chiesa, talvolta bene accolto dai suoi membri troppo umani. Con una piccola enciclica personale, Benedetto XVI ha dato conto di un (vitale) disordine apostolico, inevitabile compagno della chiesa come istituzione storica. Leggi La lettera di Benedetto XVI

Il mondo contemporaneo esige molta carità, fervido incoraggiamento, estreme consolazioni, coccole a non finire e poco magistero, zero autorità. Una parte della chiesa ha deciso di star comoda nella storia, di adattarsi più che di aggiornarsi. Il Concilio si era dato la missione profetica di sottrarre la cattolicità all’isolamento, alla sordità ieratica di un secolo antimodernista tragico, che seguiva il tempo ferito della fine del temporalismo. In questa nuova Pentecoste, hanno però detto unanimi i padri conciliari e i papi postconciliari, lo spirito soffierà pure dove vuole, ma la chiesa mantiene il dovere di non dissipare il rapporto degli uomini con la ragione e la verità, complemento essenziale di una autentica fede cristiana. Ciò che il mondo postmoderno odia più di ogni altra cosa, ovvero che gli si dica come comportarsi nella scelta tra il bene e il male, è stato un tratto della predicazione paolina e giovanpaolina, prima che un dono munifico di questo specialissimo Papa teologo.
Lo ha riconosciuto il sociologo progressista Franco Garelli, aggiungendo però che Giovanni Paolo II “emanava, su molte altre questioni, uno slancio biblico, una passione sociale, una curiosità umana capaci di comunicare il volto di una chiesa che si fa carico dei problemi e delle ambivalenze del mondo”. In realtà questa piccola lettera enciclica fuori da ogni canone, umile e inconsueta, così personale e in apparenza indifesa, dimostra che il successore di Wojtyla, il teologo Ratzinger, ha un tratto di umanità, di simpatia, di immediatezza spontanea e di decenza intellettuale largamente superiore al piccolo intrigo mondano (e all’occorrenza vaticano).