Il club giacobino dello scandalo e una dolorosa confessione personale

Fondandosi sulle debolezze della natura umana, il club giacobino dello scandalo, pur essendo stato spesso sconfitto, torna continuamente alla carica. Vecchie calunnie sono riproposte come nuove, e ogni pretesto è buono per un’aggiunta al catalogo. La persona che cercano di infangare diventa ai loro occhi un demone, anche se fosse pura e luminosa come un angelo, e tutto questo a causa dei ripetuti colpi di pennello di strani pittori stregoni, capaci di imbrattare le reputazioni.
21 AGO 20
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Fondandosi sulle debolezze della natura umana, il club giacobino dello scandalo, pur essendo stato spesso sconfitto, torna continuamente alla carica. Vecchie calunnie sono riproposte come nuove, e ogni pretesto è buono per un’aggiunta al catalogo. La persona che cercano di infangare diventa ai loro occhi un demone, anche se fosse pura e luminosa come un angelo, e tutto questo a causa dei ripetuti colpi di pennello di strani pittori stregoni, capaci di imbrattare le reputazioni.
Di tutti i vili tentativi fatti per colpire la mia persona, quello che è stato recentemente riproposto ai numeri V e VI della “Storia degli Stati Uniti dell’anno 1796” è il più vile. E questo sarà incontestabile per qualsiasi persona intelligente, non dico schietta, non appena mi avrà seguito nell’esame dei fatti.
Forse dovrò scusarmi con i miei amici per essermi umiliato a dare una pubblica spiegazione. E’ il piccolo orgoglio di chi con riluttanza si trova a doversi giustificare formalmente per delle invenzioni così spregevoli, perché tenderebbe piuttosto a opporvisi usando le prove incontestabili della propria rettitudine. Avrei voluto comportarmi così anche in questa occasione, ma i pettegolezzi sembrano nascere con la complicità di tre uomini di un certo peso nella società. Spero quindi mi scuserete se dovrete prestare attenzione ai particolari del mio svergognamento perché, senza certi dettagli, sarei sicuramente sconfitto da tante assurdità e cattiverie.
L’accusa contro di me è di essere legato a un certo James Reynolds per impropri scopi di speculazione pecuniaria. Il mio vero crimine, invece, è un legame sentimentale con sua moglie per un considerevole lasso di tempo, un legame intrattenuto con il suo assenso e la sua complicità, e forse originariamente indotto da un accordo tra lo stesso James Reynolds e la consorte, al fine ultimo di estorcermi denaro. Faccio questa confessione non senza arrossire. Non posso difendere qualsiasi vizio soltanto perché l’ardore della passione me ne ha reso vittima. Non smetterò mai di biasimare me stesso per il tormento provocato a un cuore che invece meriterebbe tutta la mia gratitudine, la mia fedeltà e il mio amore. Ma quel cuore comprenderà che, seppure a un prezzo così alto, devo cancellare una più grave macchia dal mio nome. Sono sicuro anche che il pubblico scuserà la mia confessione. E’ necessaria per difendermi da un’accusa terribile che così dolorosamente mi ha costretto ad ammettere la mia infedeltà. (3. continua)
di Alexander Hamilton