Il cambiamento politico non è solo un nome e cognome

E’ possibile formulare un giudizio equanime su uno che ha sempre cercato di evitare che sul proprio conto fossero formulati giudizi equanimi? E’ possibile astenersi dal considerare qualsiasi accadimento politico un referendum sulla sua persona quando è stato lui, per quasi vent’anni filati, il primo a trasformare ogni inezia in un segnale inequivocabile della propria predestinazione? di Alessandro Capriccioli - metilparaben.blogspot.com
21 AGO 20
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E’ possibile formulare un giudizio equanime su uno che ha sempre cercato di evitare che sul proprio conto fossero formulati giudizi equanimi? E’ possibile astenersi dal considerare qualsiasi accadimento politico un referendum sulla sua persona quando è stato lui, per quasi vent’anni filati, il primo a trasformare ogni inezia in un segnale inequivocabile della propria predestinazione? E’ possibile esprimere un parere equilibrato su un tizio che ignora strumentalmente qualsiasi equilibro ogni volta che apre bocca?
La risposta, per come la vedo io, è sì: credo che sia possibile, adoperando una quantità di buon senso, di razionalità e di autocontrollo assai superiore a quella che l’individuo in questione continua ad impiegare ancora adesso, mentre il tracollo dell’-ismo che è stato coniato appositamente per lui accelera settimana dopo settimana.

Non solo: sono convinto che formulare un giudizio equilibrato, sia pure al prezzo di una fatica improba, sarebbe addirittura auspicabile, nella misura in cui ogni cambiamento politico, per essere autentico e quindi potersi effettivamente definire tale, dovrebbe partire dal metodo piuttosto che dal nome e dal cognome dei suoi protagonisti.

Quello che invece non mi pare possibile, e anzi mi suona un tantino grottesco, è che l’invito ad adottare un atteggiamento del genere promani da chi ha sbandierato per anni la mancanza di equanimità del tizio in questione qualificandola come rivoluzionaria discontinuità rispetto al panorama della politica italiana, esaltandone l’umanità, per non dire la carnalità, e trasformandola scientificamente in un formidabile strumento di propaganda. Trovo ragionevole sforzarsi di adoperarla, quell’equanimità. Trovo un tantino meno ragionevole, però, il fatto che adesso qualcuno ci chieda di farlo.
di Alessandro Capriccioli - metilparaben.blogspot.com