Ha fallito la linea del Foglio

21 AGO 20
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Condivido l’analisi di Luca Sofri, quando dice che molti del Foglio e lostesso Direttore rimasero scottati dagli eccessi giustizialisti di unasinistra, della quale stimavano eccessivamente alcuni uomini eintellettuali. Ha ragione Luca Sofri quando dice che Ferrara dà ancora oggicredito a persone anziane della sinistra, sopravvalutandone la staturaintellettuale. Diversamente da Luca Sofri, non credo il Foglio abbia tentatodi distruggere quella sinistra, ma, al contrario, abbia fatto di tutto diragionarci con garbo, di farla retrocedere da ipocrisie e giustizialismivari, per ritornare tutti amici. In politica, però, non si ritorna maitutti amici. S’invoca il fair play quando si prendono sberle e si èminoritari. Per conto mio, sarebbe stato necessario incoraggiare una culturadi destra, per rispondere alla guerriglia che inevitabilmente scatta asinistra dopo ogni vittoria elettorale del centrodestra. Non è statoBerlusconi il nostro handicap, ma l’assenza di una task force culturaleche non si appiattisse sul neoconservatorismo americano. Il Foglio ha infondo ostacolato proprio la formazione di questa task force, per formare laquale occorreva darle una base, degli strumenti ed era necessario – èinutile dirlo – spendere un po’ di quattrini. Ferrara ha accarezzatol’idea di traghettare col suo Foglio e il suo carisma una parte dellasinistra, da lui stimata per la sua alta statura intellettuale, verso i lididel centrodestra. Oggi si vede che è stata un’illusione: non si corteggial’avversario, lo si batte culturalmente e sono battibili, se soltantoavessimo i mezzi della sinistra.