Grecia

Se esiste un dio del contrappasso – un dio un po’ meno spietato di Erinni e molto più giocherellone delle Moire – si deve certamente a lui la circostanza che la nazionale greca in campo nei Mondiali 2010 sia allenata da un tedesco, Otto Rehhagel.
21 AGO 20
Immagine di Grecia
Se esiste un dio del contrappasso – un dio un po’ meno spietato di Erinni e molto più giocherellone delle Moire – si deve certamente a lui la circostanza che la nazionale greca in campo nei Mondiali 2010 sia allenata da un tedesco, Otto Rehhagel. Nell’anno del disastro economico e politico nazionale, e dopo la polemica ferocissima tra Atene e Berlino a suon di conti greci truccati e di rimborsi di guerra tedeschi mai versati, un commissario tecnico crucco, già ribattezzato Ottone II (per via di Ottone I di Grecia, il bavarese diventato monarca ellenico nel 1832, per volontà di Inghilterra, Francia e Russia), avrà il difficile compito di addolcire gli animi. La squadra nazionale sarà però seguita, dai greci, con qualche distacco. Il paese del 2006 era fuori dai trentadue finalisti dei Mondiali ma più tranquillo, reduce dai fasti olimpionici e dalle connesse, opulente spese, illuso di essersi ormai proiettato nel salotto buono europeo. Oggi la Grecia è amareggiata, più che rassegnata, e decisa a dar fondo alle solite risorse nazionali: lo scetticismo di fondo verso lo stato, da chiunque sia amministrato, e le riserve pecuniarie personali (altrimenti dette “soldi nel materasso”), che consentono di arrangiarsi in attesa di tempi migliori. Che arrivino, poi, è tutto da dimostrare.