Editori sempre più digitali

La tedesca Axel Springer, uno dei maggiori colossi editoriali in Europa, editrice tra gli altri della Welt e della Bild, ha venduto per 920 milioni di euro due storiche testate locali, il Berliner Morgenpost e l’Hamburger Abendblatt, e sette rotocalchi. Troppo pochi gli utili che ormai questi prodotti cartacei generavano, secondo Springer, circa 95 milioni (da far invidia a tutte le testate italiane). L’editore tedesco ha annunciato che investirà i proventi della vendita in progetti digitali, potenziando soprattutto le edizioni online di Welt e Bild.
21 AGO 20
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La tedesca Axel Springer, uno dei maggiori colossi editoriali in Europa, editrice tra gli altri della Welt e della Bild, ha venduto per 920 milioni di euro due storiche testate locali, il Berliner Morgenpost e l’Hamburger Abendblatt, e sette rotocalchi. Troppo pochi gli utili che ormai questi prodotti cartacei generavano, secondo Springer, circa 95 milioni (da far invidia a tutte le testate italiane). L’editore tedesco ha annunciato che investirà i proventi della vendita in progetti digitali, potenziando soprattutto le edizioni online di Welt e Bild. Springer ha annunciato l’intenzione di collaborare con l’acquirente delle testate, il Funke Mediengruppe, nella gestione e nel marketing delle stesse, ma il segnale lanciato con questa operazione è chiaro: il mercato dell’editoria è cambiato e cambierà ancora profondamente, ogni investimento deve essere calcolato con attenzione, e la carta – sebbene ancora fondamentale – non dà più la sicurezza di un ritorno economico soddisfacente. Lo spostamento di risorse dal prodotto pensato per l’edicola al digitale è ormai inesorabile, e il fatto che un colosso come Springer azzardi una mossa del genere (liberandosi di testate sì minori, ma comunque storiche e abbastanza in salute) vale da suggerimento a chi fa informazione nel mondo: senza affrettarsi nel celebrare funerali alla carta (Bild è il quotidiano più diffuso in Europa), chi può permetterselo indica che l’unica via di uscita dalla crisi è investire sul mercato che più è in movimento, sebbene ancora lontano dal generare alti profitti, il digitale. Springer lo ha capito, e non nasconde le proprie intenzioni. L’obiettivo è “diventare l’azienda leader nel campo dell’editoria digitale”.