Bar sport il Foglio
E adesso che i bleus sono caduti, noi contro chi si farà il tifo?
“Ma chi sta giocando?”, chiede il padrone della baracca scendendo le scale del bar sport. “La Francia”, risponde uno dei barman. “La Francia? E quanto fa?”. “Perde 2-0 con il Sudafrica”. “Perde? Ma è meraviglioso!”. Da qui nasce la bandana in alto in questa pagina, ma soprattutto da qui si scatena la discussione fogliante. Leggi Le partite di oggi con i ritratti foglianti/ 3
21 AGO 20

Ma il problema rimane. Contro chi si tifa adesso? Inizia la francese Valensise (pronuncia “Valonsìs”): “Posto che non avrei mai gufato contro les bleus, nonostante l’antipatia del loro isterico Domenech, adesso secondo me potremmo concentrarci sul Portogallo, che mi pare abbia un po’ esagerato contro la povera Corea, o no?”. A ruota giunge un comunicato delle Brigate bianche capitanate da Tiliacos: “Un paese che consente a Michela Marzano di fregiarsi del titolo di filosofa merita questo e altro”. Cerasa firma la mozione Valensise: “Io gufo fortissimamente contro il Portogallo e contro quell’insopportabile Cristiano Ronaldo”. Idem Lo Prete: “Contro il Portogallo che ha troppo infierito sulla Corea del nord”. D’altra parte, si sa, tifare Corea del nord fa tanto chic quest’anno. C’è chi ce l’ha con la Spagna, come Rizzini: “Tifo contro la Spagna (giocatori ingrugniti, ct antipatico)”. Arriva Rio Paladoro, mai banale: “Uscita la Francia tifo contro la Spagna. E brindo assieme a Trapattoni e all’Irlanda che hanno avuto la loro vendetta per il furto di quel vanesio di Thierry Henry”.
Siamo italiani, quindi ecco il fronte (ironicamente?) anti italiano.Alla domanda “contro chi si tifa adesso?” da Washington Ferraresi risponde con un secco: “Beh, contro l’Italia, no?”. Più argomentato l’intervento di Crippa (anche lui anti portoghese): “Dire l’Italia è padanamente banale? A me, francamente, e mourinhianamente a parte, la squadra quella che mi sta più tradizionalmente sulle scatole è il Portogallo. Un po’ per questo vizio inconcludente e malinconico del calcio-fado, della nenia giocata lenta, precisa e sempre un po’ leziosa. Cosicché, di solito non vincono mai niente. E poi, soprattutto, io Cristiano Ronaldo lo odio. In quanto calciatore: perché è l’uomo di una sola finta e di un solo doppio passo replicato all’infinito, e quando i garretti non lo reggeranno più, al calcio non saprà più che dire e dare. Un po’ perché, prototipo di sciupafemmine da quindicenni assatanate di M-Tv, è in realtà un’icona gay, ma di quelle sciape sciape: tipo soap opera di Rai2 negli anni Ottanta. Fassbinder l’avrebbe fatto randellare da Querelle de Brest”. Giuli, (come Vietti) non ha dubbi: “Contro la Tedeschia, nunc et semper”. Benini è poi troppo buona: “Non tifo contro nessuno, mi stanno tutti simpatici”. Ma il premio per l’intervento più surreale lo vince Pompili (donna, sia messo a verbale): “Io tifo contro l’Inghilterra. Seconda solo alla Francia per spocchia agonistica. Spero perda 7 a zero contro l’Irlanda del nord”. Per i lettori che non seguissero i Mondiali, si ricorda che l’Irlanda del nord manco si è qualificata.
C’è in effetti il problema dell’Italia di Lippi che sta un po’ sulle scatole a tanti. Ne affronta la questione una sezione “dehor” del bar sport. E’ direttamente l’Elefantino a intavolare il dibattito: “Lippi è antipatico”. “Però ha vinto un Mondiale”, fa notare qualcuno. “Sì, ma come c’è kamikaze e kamikaze, c’è Mondiale e Mondiale: quello dell’82 mi ha entusiasmato di più”. E’ il caposala che interviene a questo punto: “Dici così perché sono passati 24 anni da quello successivo e quei giocatori hanno avuto tempo di diventare dei miti”. L’Elefantino insiste: “No, no, c’era proprio più entusiasmo. Forse io ero più giovane e quindi più illuso, forse non seguivo le partite dalla campagna… Ma secondo voi ci ricorderemo di Materazzi?”. “Be’, però ha fatto gol in finale!”. “Sì, ma Grosso sarà ricordato alla stregua di Cabrini?”. Colpi di tosse imbarazzati. In effetti, forse, no. Qualcuno rilancia: “Comunque Lippi sta talmente sul culo che qualcuno spera che l’Italia perda solo per vedere la sua faccia delusa”. Poi un lampo dell’Elefantino: “Ho capito tutto, ora vi spiego: nell’82 non c’erano stranieri, quindi la squadra era vera espressione nazionale del campionato. Non seguo molto il calcio, ma l’altro giorno quando è entrato Pazzini ho detto: ‘Ma questo chi è?’. Da noi vince l’Inter degli stranieri. Se nell’Italia giocasse Maicon la tiferei come un pazzo”. Alla salute.