Dimostrare di esistere, cioè competere

Se vuole arrivare alla scadenza naturale della legislatura in condizioni competitive il centrodestra deve rinnovare la sua offerta politica. Ridurre tutto a difficoltà di comunicazione costituisce un errore perché non promuove il confronto e la competizione tra idee e personalità.
21 AGO 20
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Se vuole arrivare alla scadenza naturale della legislatura in condizioni competitive il centrodestra deve rinnovare la sua offerta politica. Ridurre tutto a difficoltà di comunicazione costituisce un errore perché non promuove il confronto e la competizione tra idee e personalità, che è il passaggio indispensabile per produrre la svolta necessaria. Insistere sulla continuità, che conserva un valore solo se è la base su cui si costruisce l’innovazione, renderebbe poco visibile anche una scelta azzeccata nei contenuti.
A Berlusconi spetta l’onere non solo di accettare ma di stimolare questa competizione, tra le formazioni politiche della maggioranza e al loro interno. Dimostrare che in questi anni del ciclo berlusconiano si è costruita una classe dirigente in grado di elaborare proposte alternative, e un meccanismo di selezione delle scelte e del personale politico in grado di contenere questa dialettica, sarebbe un suo successo personale. Alla raffigurazione sarcastica di un sistema “padronale”, basato sul “ghe pensi mi” meneghino, è ragionevole contrapporre la realtà di un’aggregazione di storie politiche che si rispettano e si mettono in aperta concorrenza.
L’apporto della Lega rappresenta un polo dialettico rilevante, del quale va verificata la compatibilità senza nervosismi, contrapponendo diverse soluzioni ai problemi enunciati, senza negarne la fondatezza. Le tante specificità che si esprimono nella Lega si trovano anche nel Popolo della libertà. In diciassette anni di esperienza politica, di opposizione e di governo, tra tante spinte diverse e sobbalzi avventurosi, una compagine politica nuova si è misurata con le durezze e le complicazioni dell’arte di far convivere gli italiani, ma sempre sotto il vasto ombrello multicolore di Berlusconi e del suo patrocinio. E’ necessaria adesso una prova di autonomia. Questa classe dirigente può e deve mettersi in gioco. Dimostri cioè di esistere.