Così il Pd non chiude, anzi rilancia, sugli stati generali sull’economia

Sia che il Cav. convochi le parti sociali per gli stati generali dell’economia, sia che il Cav. non convochi alcunché, il Pd non intende lasciar cadere il dibattito sulla crescita. “Silvio Berlusconi ha lanciato la proposta un mese fa, ma finora nulla è stato realizzato”, dice al Foglio Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd. Se si trattasse di discutere con imprese e sindacati, “noi ci staremmo ben volentieri”, continua Fassina, “al punto che, comunque vada, inviteremo noi l’esecutivo a discutere alcune idee per rilanciare l’economia, dopo che le avremo discusse anche con le parti sociali”.
21 AGO 20
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Sia che il Cav. convochi le parti sociali per gli stati generali dell’economia, sia che il Cav. non convochi alcunché, il Pd non intende lasciar cadere il dibattito sulla crescita. “Silvio Berlusconi ha lanciato la proposta un mese fa, ma finora nulla è stato realizzato”, dice al Foglio Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd. Se si trattasse di discutere con imprese e sindacati, “noi ci staremmo ben volentieri”, continua Fassina, “al punto che, comunque vada, inviteremo noi l’esecutivo a discutere alcune idee per rilanciare l’economia, dopo che le avremo discusse anche con le parti sociali”. Il maggior partito dell’opposizione, infatti, ha in cantiere per il 21 marzo un incontro con tutte le associazioni dei lavoratori e degli imprenditori: “Raccoglieremo osservazioni e proposte su una nostra bozza di Programma nazionale di riforme, o Pnr, alternativa a quella sulla quale sta lavorando l’esecutivo”. Fassina riconosce in particolare al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di aver “correttamente individuato nel Pnr, che l’Italia dovrà presentare a Bruxelles entro aprile, la scadenza più importante di questi mesi. Noi prepareremo un ‘Pnr ombra’ che utilizzeremo come base per la discussione in Parlamento”.

Un confronto con le parti sociali,
sostiene Fassina, è tanto più “urgente” dopo che ieri Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, ha convocato lo sciopero generale per il 6 maggio: “Spero che il confronto pubblico con il governo possa arrivare prima di quella data”. Nel frattempo il Pd partirà da un ragionamento di “livello europeo” per il proprio Pnr: “L’Italia non deve appiattirsi sulla linea deflattiva e mercantilista della Germania”, spiega Fassina, “piuttosto si investa in infrastrutture con la proposta di Eurobond lanciata da Tremonti e Juncker e con la tassazione sulle transazioni finanziarie”. All’interno dei confini italiani, invece, le priorità sono “occupazione e crescita”: per questo il Pd proporrà una riforma fiscale “a gettito invariato e senza nessun tipo di imposta patrimoniale”, oltre a una riforma della pubblica amministrazione (“anche con chiusure di strutture ridondanti”) e un pacchetto di liberalizzazioni.