Quirinale, pm e Consulta
20 AGO 20

Abbiamo appreso che nello “scontro” Napolitano-pm di Palermo, il ricorso è arrivato alla Consulta. Bene: speriamo che la Corte Costituzionale prenda subito un giusto provvedimento. La Cassazione da lustri s'è giocata tutto il grande patrimonio di credibilità e di stima che aveva accumulato e per il quale si diceva “è Cassazione”, per intendere che un fatto, un pensiero che era incontestabile. Ultimamente mi è sembrato di notare qualche sfasatura anche nella Corte Costituzionale e mi auguro che sia solo una mia falsa impressione. In questa vicenda ho notato il grave silenzio del Csm e la repentina assegnazione del pm ad un incarico Onu (istituzione della quale, fra l'altro, non ho grande stima); che il procuratore capo di Palermo non ha controfirmato, ma solo vistato. Ma i problemi del Guatemala non sono certamente più gravi di quelli di Palermo, anzi! E, comunque, sono affrontabili da tanti altri ottimi magistrati, anche se non conosciuti perché non in cerca di visibilità con azioni (diciamo) eclatanti. Perché non aspettare che il famoso pm termini questa incresciosa vicenda, per premiarlo o punirlo (se fossimo in un paese normale, per dirla con Piero Ostellino)? Già, dimenticavo la famosa “autonomia” della supercasta. Forza, Presidente, cerchiamo di far rifondare almeno l'ordinamento giudiziario, vista l'enormità del riordino di tutto il sistema normativo. Gli italioti la criticano, ma noi italiani siamo con lei.