Ri-destra e liste ad personam
Nel Pdl in disarmo il Cav. vuole lasciare tutti col predellino in mano
Nelle ultime settimane Ignazio La Russa ha intensificato i suoi colloqui con Francesco Storace, recentemente ha pure (ri)contattato Nello Musumeci, vecchio camerata perso per strada, e con lui, negli ultimi quattordici giorni, sono stati molti, moltissimi, gli ex missini sparsi lungo tutto lo stivale che hanno ricevuto una inattesa telefonata. “Voglio rifondare la destra. Tu ci stai?”. Dunque An forse ritorna, in versione in sedicesimo.
20 AGO 20

Nelle ultime settimane Ignazio La Russa ha intensificato i suoi colloqui con Francesco Storace, recentemente ha pure (ri)contattato Nello Musumeci, vecchio camerata perso per strada, e con lui, negli ultimi quattordici giorni, sono stati molti, moltissimi, gli ex missini sparsi lungo tutto lo stivale che hanno ricevuto una inattesa telefonata. “Voglio rifondare la destra. Tu ci stai?”. Dunque An forse ritorna, in versione in sedicesimo. L’ex colonnello finiano fa movimento, un po’ anche per ragioni tattiche, per alzare la posta dei negoziati interni al Pdl; ma la meccanica di scomposizione si è avviata e con la benedizione di Silvio Berlusconi, il quale non ha intenzione di mollare Mario Monti – lo ha ripetuto a tutti – ma già prepara la campagna elettorale con Daniela Santanchè (che ha pronto un referendum per uscire dall’euro) e una galassia di liste pulviscolari intorno a un Pdl ossificato.
I sondaggi sono preoccupanti: le percentuali della non benevola Ipsos quasi corrispondono a quelli di Euromedia Research, l’istituto della sondaggista favorita del Cavaliere, Alessandra Ghisleri. Il migliore dà il Pdl poco sopra il 19 per cento, con un trend negativo: nelle previsioni si sfiora il 16. “Berlusconi si aspetta che il Pdl e Alfano rimangano fedeli a Monti. In sostanza a noi propone di morire sostenendo il fallimento del governo tecnico, mentre lui va a farsi le liste con la Santanchè e la Brambilla”, dice uno degli uomini fino a ieri più vicini a Berlusconi. Il Cavaliere, si sa, in vista delle elezioni politiche è pronto ad affidare un partitino più o meno personale a ciascuna delle anime che compongono il partitone di Alfano. Così più o meno tutti si stanno organizzando. Tutti, a esclusione del gruppo centrista che difende Alfano e il marchio “Pdl”: Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Raffaele Fitto… insomma la guardia di Forza Italia. La Russa minaccia di affidare la guida della sua “Ri-destra” a Giorgia Meloni. E l’ex ministro della Gioventù, contro ogni previsione e consiglio, è incline ad accettare il corteggiamento. Una lista per tutti. (Ps. il Cavaliere smentisce).
Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.
