Il Guatemala ringrazia
Lì dove s’era soltanto affacciato il Csm – di cui pure Giorgio Napolitano è formalmente il capo – irrompe infine l’Anm, associazione corporativa dei togati con una censura da urlo: “Tutti i magistrati, e soprattutto quelli che svolgono indagini delicatissime, devono astenersi da comportamenti che possono offuscare la loro immagine di imparzialità, cioè da comportamenti politici. Con il suo invito a cambiare la classe dirigente del paese, Ingroia si è spinto a fare un’affermazione che ha oggettivamente un contenuto politico”.
20 AGO 20

Lì dove s’era soltanto affacciato il Csm – di cui pure Giorgio Napolitano è formalmente il capo – irrompe infine l’Anm, associazione corporativa dei togati con una censura da urlo: “Tutti i magistrati, e soprattutto quelli che svolgono indagini delicatissime, devono astenersi da comportamenti che possono offuscare la loro immagine di imparzialità, cioè da comportamenti politici. Con il suo invito a cambiare la classe dirigente del paese, Ingroia si è spinto a fare un’affermazione che ha oggettivamente un contenuto politico”; con l’effetto di “appannare” la sua immagine di “imparzialità”. Non male come censura, per il magistrato palermitano prestato al ruolo di gran moralizzatore da ogni palco raggiungibile, non ultimo quello congressuale dei Comunisti italiani; non male, come sberla, per il capofila d’un gruppo di pressione che intorno alla mitologia della trattativa stato-mafia ha procurato uno scontro istituzionale senza precedenti con il Quirinale. Ad Antonio Ingroia e al suo collega Nino Di Matteo, il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli contesta un’oggettiva intelligenza (silenzio assenso) con gli assatanati del Fatto nel corso d’una “manifestazione plateale di dissenso nei confronti del capo dello stato”. Meglio tardi che mai. E adesso Travaglio e i suoi vadano pure in cerca di fantasmatiche telefonate tra Napolitano e Sabelli, se hanno altro tempo da gettar via.