Il giusto processo a Battisti
La decisione della suprema Corte brasiliana che apre la possibilità all’estradizione di Cesare Battisti ristabilisce un principio di giustizia, che era stato offuscato da una campagna di stampa spregiudicata e infondata ma non per questo inefficace. Se il presidente Ignazio Lula da Silva rispetterà la sentenza, come aveva fatto capire nei suoi colloqui con il premier italiano, Battisti tornerà in Italia per scontare la pena che gli è stata inflitta.

Battisti è stato condannato in contumacia, il che naturalmente è stata la conseguenza della sua fuga all’estero, e una condanna in contumacia di un fuggitivo è perfettamente legale. Tuttavia è altrettanto ovvio che in quelle condizioni non ha avuto modo, naturalmente per sua scelta e responsabilità, di avvalersi di ogni artificio processuale per organizzare la propria difesa. Se Battisti, una volta rientrato in Italia e custodito in carcere, chiedesse una revisione del processo che lo ha condannato, anche se probabilmente non ne ha diritto da un punto di vista strettamente giuridico, sarebbe bene che questa richiesta fosse accolta. Naturalmente solo per uno scrupolo e per una ragione di ordine prevalentemente politico, quello di dimostrare anche ai settori dell’opinione pubblica internazionale che avevano appoggiato la sua campagna sulla “persecuzione politica” che avevano e hanno torto marcio. Il fatto che i crimini commessi da Battisti contro persone innocenti siano stati attribuiti a una folle ideologia naturalmente non li può giustificare.
In realtà non è questo l’aspetto più insidioso della campagna che è stata condotta a suo favore. La condizione di rifugiato politico gli era stata concessa secondo la presunzione che la condanna non fosse stata pronunciata in base a prove dibattimentali acquisite in un equo processo, ma come una specie di sentenza sommaria alla quale non era stato possibile opporre una difesa efficace. Questo non è vero, se non per il fatto che la fuga ha privato, per sua volontà, l’imputato del diritto di contraddittorio con gli accusatori. E’ ancora meno di un cavillo, è un puro pregiudizio, che sarebbe bello si potesse smentire anche con uno strappo ipergarantista alla procedura penale.