I diritti sui figli secondo Strasburgo
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso ieri, in merito al ricorso di una coppia di donne austriache e del figlio di una di loro (vedi il Foglio di ieri), che se un paese consente a una coppia di fatto composta da un uomo e una donna la possibilità di adottare il figlio naturale di uno dei due, lo stesso deve poter valere per una coppia di fatto omosessuale. Nella stessa decisione, la Corte ha sottolineato che un paese non è tenuto a riconoscere il diritto all’adozione dei figli dei partner alle coppie non sposate. Ma, nel momento in cui lo riconosce a una coppia eterosessuale, quel diritto deve valere anche per le coppie omosessuali.
20 AGO 20

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso ieri, in merito al ricorso di una coppia di donne austriache e del figlio di una di loro (vedi il Foglio di ieri), che se un paese consente a una coppia di fatto composta da un uomo e una donna la possibilità di adottare il figlio naturale di uno dei due, lo stesso deve poter valere per una coppia di fatto omosessuale. Nella stessa decisione, la Corte ha sottolineato che un paese non è tenuto a riconoscere il diritto all’adozione dei figli dei partner alle coppie non sposate. Ma, nel momento in cui lo riconosce a una coppia eterosessuale, quel diritto deve valere anche per le coppie omosessuali. Secondo i giudici di Strasburgo, il governo austriaco non è riuscito a giustificare la differenza di trattamento tra le due tipologie di coppia, e le ragioni per le quali quella differenza proteggerebbe l’interesse del minore. Il codice austriaco parte dal (logico) presupposto che un figlio abbia un padre e una madre, e dunque prevede che l’adottante prenda il posto del genitore naturale dello stesso sesso. Nel caso in esame, secondo il diritto vigente, la compagna della madre avrebbe rimpiazzato legalmente quest’ultima e non il padre (il quale non è stato ammesso come parte in giudizio anche se ha un rapporto costante con il figlio, contribuisce al suo mantenimento e si oppone all’adozione). Ora Strasburgo impone all’Austria di adeguare le sue norme.
Sempre ieri, la Germania ha stabilito l’incostituzionalità della norma che permette l’adozione di un bambino da parte del partner del genitore naturale in una coppia gay, ma non l’adozione di un bambino adottato in precedenza da uno dei due. La Corte costituzionale ha quindi deciso di ammettere anche questa forma di “adozione successiva”. Passo dopo passo, il “modello tedesco” per le unioni civili richiamato da Bersani finisce per coincidere sempre più con un matrimonio, a cominciare dagli effetti sulla filiazione. Qualsiasi cosa se ne pensi, bisogna sapere che a equiparare le forme di unione civile alle nozze in tutto (è la lezione francese, inglese, ora tedesca) ci pensano prima o poi i tribunali. A cominciare da quelli europei.