Ecco come il G20 di Pittsburgh cambia il governo del mondo

Il G20 del nuovo ordine economico obamiano (che non affronta i veri problemi) segna la spaccatura ideologica transatlantica. A Pittsburgh – spiazzando gli europei che parlano solo di bonus, si arrabattano sulla ricapitalizzazione delle banche e si contraddicono sulla riforma del Fmi – gli Usa proporranno un nuovo ordine economico mondiale per porre fine agli squilibri strutturali globali. Leggi Perché sul clima la Cina farà poco e l'America ancora meno
20 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 20:04
Immagine di Ecco come il G20 di Pittsburgh cambia il governo del mondo
Ma è subito ribellione in Europa: la Germania non accetta di farsi dettare la politica economica. Nemmeno la Cina vuole regole vincolanti per aggiustare gli squilibri provocati dalle sue esportazioni. Il Brasile dice che è un documento "oscuro" e di non essere d'accordo. Simon Tilford, capo economista al Centre for European Reform, spiega che i politici europei sono "parrocchiali" e che c'è una spaccatura ideologica transatlantica che impedisce al G20 di adottare misure concrete. Alla fine un compromesso ci sarà: nessuna regola vincolante. Ma così il G20 rischia di essere GVano: ci sarà una peer review annuale al Fondo monetario internazionale.
In fondo, si torna all'idea all'origine dei Vertici dei G: consultarsi e tentare di coordinare un minimo la risposta alla crisi petrolifera degli anni Settanta. Il problema è che i problemi veri per la ripresa economica non vengono affrontati. Aldilà del populismo su paradisi fiscali e bonus, non c'è accordo né sulla capitalizzazione delle banche (gli europei dicono che le loro banche sarebbero svantaggiate) né sulla riforma del Fondo Monetario Internazionale (gli europei non vogliono cedere i loro diritti di voto). Soprattutto, il protezionismo avanza: negli Usa con le tariffe sugli pneumatici cinesi, il buy american degli stimoli e le guerre commerciali con Corea, Canada e Sud America; in Cina con il buy china degli stimoli, la burocrazia e i progetti per la green economy; in Europa con il salvataggio di Opel e affini.