Automatismi di stato
Il 15 febbraio 2012 l’armatore della Enrica Lexie ordina alla sua petroliera di rientrare nel porto di Kochi, su richiesta della guardia costiera indiana: i Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori, vengono arrestati dalle autorità indiane. La notte tra il 28 e il 29 maggio 2013 un gruppo di agenti e funzionari in borghese della Digos e della Mobile di Roma fanno irruzione in una villetta presso Casal Palocco, dove sono ospiti Alma Shalabayeva e la piccola Alua, rispettivamente moglie e figlia del leader dell’opposizione kazaca in esilio, Mukhtar Ablyazov. Le due vengono poi rimpatriate in Kazakistan su un aereo privato noleggiato dal governo di Astana.
20 AGO 20

Il 15 febbraio 2012 l’armatore della Enrica Lexie ordina alla sua petroliera di rientrare nel porto di Kochi, su richiesta della guardia costiera indiana: i Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori, vengono arrestati dalle autorità indiane. La notte tra il 28 e il 29 maggio 2013 un gruppo di agenti e funzionari in borghese della Digos e della Mobile di Roma fanno irruzione in una villetta presso Casal Palocco, dove sono ospiti Alma Shalabayeva e la piccola Alua, rispettivamente moglie e figlia del leader dell’opposizione kazaca in esilio, Mukhtar Ablyazov. Le due vengono poi rimpatriate in Kazakistan su un aereo privato noleggiato dal governo di Astana. Il 2 luglio 2013 il governo boliviano accusa l’Italia, oltre che la Francia, la Spagna e il Portogallo, di aver negato il permesso di sorvolo all’aereo del presidente Evo Morales di ritorno da Mosca, bloccandolo a Vienna: la decisione sarebbe stata causata dal sospetto che a bordo del volo ci fosse anche la talpa del caso Datagate, Edward Snowden.
Sono tre storie molto diverse tra loro, avvenute in tempi e luoghi diversi e sotto la giurisdizione di governi diversi, ma hanno almeno due cose in comune: sono casi diplomatici tuttora aperti e, più importante, tanto il governo Monti prima e quello di Enrico Letta ora si chiamano fuori da ogni responsabilità per azioni in cui avrebbero invece agito “automatismi” burocratici descritti come incontrollabili e, se ne deduce, inarrestabili una volta messi in movimento. Così sarebbe stato l’armatore, in base alle regole d’ingaggio accordate per i Marò dislocati sulle navi in missione anti pirateria, a consegnare i due militari in India, saltando la catena di comando gerarchica. Sarebbe stata la polizia ad agire automaticamente in base alla legge Bossi-Fini sulla semplice, e interessata, denuncia da parte della rappresentanza kazaca in Italia. Infine sarebbero state le autorità aeroportuali a decidere automaticamente di negare il permesso di sorvolo a Morales, su imitazione di quanto stavano facendo altri paesi. Forse è vero che le cose sono andate così, ma ciò configurerebbe un problema ancora più grave. Nelle disfunzioni e nell’automatismo burocratico, infatti, si inserisce sempre un elemento di volontà politica. O quantomeno una cattiva gestione delle catene di comando.