Tutto è impuro per i puri
La patente preventiva di purezza, l’ossessione del candidato che si autocertifica “pulito”, il sogno di un futuro che riparte dalla totale “trasparenza” e il miraggio di una società che ricomincia – mondata dagli orrori – dalle sue “macerie”, con fiducia cieca nella norma magica che castighi i “cattivi”: lungo questo immaginario di semplicità (o punibilità) pre-moderna e senza chiaroscuri, ieri si sono mossi sia Beppe Grillo (nelle more della sua campagna per l’abolizione di Equitalia, poco prima della discussione in Senato sul voto di scambio politico-mafioso) sia l’associazione Libera di don Ciotti, armata di firme, braccialetti e carte d’intenti per i candidati alle europee.
19 AGO 20

La patente preventiva di purezza, l’ossessione del candidato che si autocertifica “pulito”, il sogno di un futuro che riparte dalla totale “trasparenza” e il miraggio di una società che ricomincia – mondata dagli orrori – dalle sue “macerie”, con fiducia cieca nella norma magica che castighi i “cattivi”: lungo questo immaginario di semplicità (o punibilità) pre-moderna e senza chiaroscuri, ieri si sono mossi sia Beppe Grillo (nelle more della sua campagna per l’abolizione di Equitalia, poco prima della discussione in Senato sul voto di scambio politico-mafioso) sia l’associazione Libera di don Ciotti, armata di firme, braccialetti e carte d’intenti per i candidati alle europee. Se [**Video_box_2**]vuoi essere riconosciuto come “candidato pulito”, dice il gruppo anti corruzione “Restarting the future”, devi accettare di mettere online curriculum, redditi e “potenziali conflitti d’interesse”. Solo che ormai sembra troppo poco, nel web e nelle piazze dove l’ossessione di purezza fagocita anche quelli che sono stati scelti in quanto “puri” (si guardi il caso di Davide Mattiello, il deputato indipendente antimafia eletto nel Pd in quota don Ciotti, relatore alla Camera per la riforma del 416 ter, accusato tempo fa dai puristi a cinque stelle e da Roberto Saviano di aver troppo “concesso”, e di aver così favorito la riduzione della pena prevista dalle nuove norme sul voto di scambio). Senza mediazione non si fa nulla, ha provato a dire Mattiello al Fatto, ma ormai, agli occhi dei puri, era diventato impuro. E ieri Grillo spuntava in Senato, a far da sentinella contro future norme che non piacciono ai Cinque stelle (naturalmente per difetto di purezza) ma vanno bene ai magistrati un tempo amati dal M5s.