Il Presidente americano e l'articolo 81 della nostra Costituzione
La svolta "einaudiana" di Barack Obama
Il Presidente Barack Obama vuole mettere un punto fermo alla crescita esponenziale dell'indebitamento statale americano. Anche perché l'opinione pubblica statunitense, sondaggi alla mano, non sembra disposta a far passare qualche generazione prima di allarmarsi per l'esplosione del debito federale. Leggi qui la notizia sul Washington Post – Leggi qui come si arrivò a formulare l'articolo 81 nel corso dell'Assemblea costituente
19 AGO 20

Il Presidente Barack Obama vuole mettere un punto fermo alla crescita esponenziale dell'indebitamento statale americano. Anche perché l'opinione pubblica statunitense, sondaggi alla mano, non sembra disposta a far passare qualche generazione prima di allarmarsi per l'esplosione del debito federale. Così Obama, nel discorso sullo stato dell'Unione che terrà domani, annuncerà – secondo fonti vicine alla Casa Bianca – il congelamento della spesa pubblica per i prossimi tre esercizi, fatta eccezione per le spese legate alla sicurezza.
Secondo i calcoli della stampa a stelle e strisce, Washington risparmierà in questo modo 250 miliardi di dollari in dieci anni. "Non siamo qui per dire che così abbiamo risolto il problema del deficit – spiegano dall'Amministrazione – ma queste sono misure per tenere la spesa pubblica sotto controllo". La svolta della politica economica obamiana, se effettivamente prenderà corpo, segue a stretto giro le dichiarazioni degli scorsi giorni sulla riforma del sistema finanziario. Queste ultime sono state bollate di "populismo" dai detrattori del Presidente democratico, mentre la scelta che sarà annunciata domani, più che populista, al massimo sarebbe "einaudiana".
Luigi Einaudi infatti, secondo Presidente della Repubblica italiana, è considerato tra i padri dell'articolo 81 della nostra Costituzione, il quale recita tra l'altro: "Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte". In una conferenza stampa che tenne a Torino nel novembre 1947, l'esponente liberale spiegò: "Ci siamo […] ripromessi, al principio di questo periodo, che nessuna spesa nuova sarebbe stata fatta se non coperta da una corrispondente entrata". In Italia, poi, è andata come andata. Vedremo se Einaudi – seppure in una versione "emergenziale" – avrà maggiore fortuna oltreoceano.
Secondo i calcoli della stampa a stelle e strisce, Washington risparmierà in questo modo 250 miliardi di dollari in dieci anni. "Non siamo qui per dire che così abbiamo risolto il problema del deficit – spiegano dall'Amministrazione – ma queste sono misure per tenere la spesa pubblica sotto controllo". La svolta della politica economica obamiana, se effettivamente prenderà corpo, segue a stretto giro le dichiarazioni degli scorsi giorni sulla riforma del sistema finanziario. Queste ultime sono state bollate di "populismo" dai detrattori del Presidente democratico, mentre la scelta che sarà annunciata domani, più che populista, al massimo sarebbe "einaudiana".
Luigi Einaudi infatti, secondo Presidente della Repubblica italiana, è considerato tra i padri dell'articolo 81 della nostra Costituzione, il quale recita tra l'altro: "Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte". In una conferenza stampa che tenne a Torino nel novembre 1947, l'esponente liberale spiegò: "Ci siamo […] ripromessi, al principio di questo periodo, che nessuna spesa nuova sarebbe stata fatta se non coperta da una corrispondente entrata". In Italia, poi, è andata come andata. Vedremo se Einaudi – seppure in una versione "emergenziale" – avrà maggiore fortuna oltreoceano.