La legge di Wagner

19 AGO 20
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Grazie al Foglio di oggi ho scoperto che già nello scorso secolo l'economista Adolph Wagner avesse scoperto, nientepocodimeno, che la spesa pubblica tende nel tempo ad aumentare e determinare sprechi e inefficienze. Solo qualche decennio dopo, non in Baviera ma a Salza Irpina (AV), il mio bis-nonno materno Giuseppe Di Lorenzo, commerciante di pelli e self made man come (quasi) tutti all’epoca, sollecitava i figli ad impegnarsi (almeno) nella consegna degli ordini da lui procurati a pena di faticoso e perpetuo girovagare tra i monti di Irpinia e Lucania, onde evitare che neve, intemperie e proibitive condizioni delle vie di comunicazione del tempo, vanificassero le aspettative dei clienti con tanta pena conquistati. Le consegne ritardavano. I clienti disdettavano. L’attività fallì. Non in forza della legge di Wagner, ma in ragione della banalissima considerazione per la quale se uno lavora duro ma deve mantenerne tre che lavorano così-così fintantoché c’è uno che lavora duro, prima o poi quell’uno o si stanca o fallisce. Che poi, a ben vedere, è in fondo la legge di Wagner.