Ingroia lascia toga e politica e si piazza al posto di Travaglio (con Ciancimino Jr. alla fotocopiatrice)

L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto. Antonio Ingroia lascia la toga. Fallito in politica prende carta, penna e calamaio e pensa di fare carriera nei giornali. Ha già un bersaglio: il giornale di Antonio Padellaro che – vista la mala parata – giustamente si preoccupa e chiama il Csm: “Mi dispiace ma non c’è posto. Riprendetevelo per carità”. Trema il Fatto e pure Marco Travaglio non è tanto contento. L’ex pm, dopo aver costretto l’amministratore delegato a prendere in organico Massimuccio Ciancimino, “sarà un eccellente segretario di redazione, bravissimo nel fare le fotocopie”, ha preteso lo spazio in pagina riservato ai commenti quotidiani di Travaglio costretto a starsene zitto e muto: “Marco, qui c’è l’emergenza democratica”. Travaglio, preoccupato, si appella a Napolitano: “Arrestatelo per carità”.
18 AGO 20
Immagine di Ingroia lascia toga e politica e si piazza al posto di Travaglio (con Ciancimino Jr. alla fotocopiatrice)
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto. Antonio Ingroia lascia la toga. Fallito in politica prende carta, penna e calamaio e pensa di fare carriera nei giornali. Ha già un bersaglio: il giornale di Antonio Padellaro che – vista la mala parata – giustamente si preoccupa e chiama il Csm: “Mi dispiace ma non c’è posto. Riprendetevelo per carità”.
L’ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e pure Marco Travaglio non è tanto contento. L’ex pm, dopo aver costretto l’amministratore delegato a prendere in organico Massimuccio Ciancimino, “sarà un eccellente segretario di redazione, bravissimo nel fare le fotocopie”, ha preteso lo spazio in pagina riservato ai commenti quotidiani di Travaglio costretto a starsene zitto e muto: “Marco, qui c’è l’emergenza democratica”. Travaglio, preoccupato, si appella a Napolitano: “Arrestatelo per carità”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e pure la proprietà non la prende bene perché Ingroia, convintissimo di una trattativa stampa-mafia, chiude lesto Azione civile, fonda Stampa civile, movimento che garantisce fondi pubblici al quotidiano fondato da Antonio Padellaro per finanziare una sede ad Aosta e un ufficio di corrispondenza in Guatemala: “Non si sa mai occorra un periodo di riflessione”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e non si può dire che la redazione sia contenta di avere Ingroia tra i piedi. Si siede per esempio sulla poltrona di Furio Colombo e alle proteste di questo, dice: “C’è l’allarme democratico, statti muto!”. Gli toglie anche la rubrica e lo zittisce: “Qua ci stanno rubando la Costituzione e tu mi parli della tua rubrica?”. Colombo, per non sbagliare, chiama direttamente Henry Kissinger: “Sequestratelo per carità”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e Ingroia, come con Messineo, il suo ex procuratore generale, pensa di fare il bello e il cattivo tempo. Avoca a sé tutte le inchieste di Peter Gomez, fascicola ogni virgola di Gianni Barbacetto e – con l’aiuto del suo segretario di redazione, il fido Massimuccio – prepara l’assunzione in blocco di tutti i giornalisti precedentemente avuti in lista con Rivoluzione civile. Vane le obiezioni di Padellaro: “Mi dispiace ma non c’è posto, lasciali dove sono per carità”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e Ingroia – “liberiamoci dai fuori linea”, risponde all’ex direttore, “licenzia Andrea Scanzi che è così amico di Beppe Grillo” – riesce a far assumere, comunque, il suo cerchio magico di tiratori scelti. Entrano così le nuove leve: Giuseppe Lo Bianco, Saverio Lodato e Sandro Ruotolo (che fa felice Michele Santoro). Sandra Amurri, che già c’è, ottiene un cospicuo aumento e il benefit di ben quattro autisti a sua disposizione (più la scorta).
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e l’unica contenta sembra essere Barbara Spinelli che così dichiara: “Ma il cane che è, mio?”. La signora della Costituzione accusa l’insorgere della Loggia G. come Gaia, con Gianroberto Casaleggio al posto che fu di Licio Gelli. La Spinelli non ha più freni e le sue interviste, infatti, proseguono e vanno in pagina come la lama sul burro. Fa pur sempre un effetto “Ultimo tango a Parigi”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. Trema il Fatto e a proposito di cinema Ingroia convoce Malcom Pagani e gli fa un lisciabusso: “Quella giraffa nel film di Sorrentino, oltretutto finanziato coi soldi della trattativa Stato-Mafia-Mediaset, è un chiaro messaggio di Cosa nostra ai pentiti. Significa che vogliono tirare il collo a qualcuno!”.
L’Ingroietto dove lo metto, dove lo metto non si sa. “Mi dispiace ma non c’è posto, riprendetevelo per carità”, dichiara il cdr attraverso un comunicato ma l’ex pm ha la risposta definitiva: “Qui si abusa. Volete punirmi per le mie inchieste sulla mafia. Corn… Collusi!”.