In Inghilterra scatta il tam tam “pesta il banchiere”

In Gran Bretagna la caccia alla volpe non è più “in”. Adesso c’è una nuova preda: il banchiere. Bandite giacche rosse e cappellini neri, i protagonisti dell’ultima moda sono vandali, possibilmente sconosciuti, che attaccano le case eleganti di ex manager falliti e licenziati con laute pensioni. Si sa che i momenti di crisi possono giocare brutti scherzi, ma forse nessuno o quasi si aspettava l’assalto avvenuto due notti fa a Edimburgo.
19 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 04:34
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Londra. In Gran Bretagna la caccia alla volpe non è più “in”. Adesso c’è una nuova preda: il banchiere. Bandite giacche rosse e cappellini neri, i protagonisti dell’ultima moda sono vandali, possibilmente sconosciuti, che attaccano le case eleganti di ex manager falliti e licenziati con laute pensioni. Si sa che i momenti di crisi possono giocare brutti scherzi, ma forse nessuno o quasi si aspettava l’assalto avvenuto due notti fa a Edimburgo alla casa di Sir Fred Goodwin, cinquantenne, figlio di un elettricista, con un debole per le macchine vintage, ma soprattutto ex amministratore delegato della Royal Bank of Scotland.
Figura assai discussa, dopo la perdita di oltre 24 miliardi di sterline riportata dalla Royal Bank of Scotland (il più grande fallimento bancario che la storia britannica ricordi), è stato al centro di implacabili polemiche per non aver restituito una pensione dorata da 693 mila sterline all’anno. Bel ringraziamento, considerato che fu lui, nel 2007, a pilotare l’acquisizione di quote dell’olandese Abn Amro Bank, operazione che contribuì a far crollare la banca scozzese, salvata in extremis soltanto dall’intervento del governo. Il Bank of Scotland ricevette allora 13 miliardi di sterline dai fondi dei contribuenti e 325 miliardi di titoli tossici entrarono in un nuovo programma assicurativo del governo.
Due notti fa, come ha riferito il Times, Fred non era in casa e forse, preoccupato per quei poster pieni di insulti con cui i concittadini hanno tappezzato la strada della sua abitazione nell’esclusivo quartiere Morningside, ha già deciso di lasciare la Gran Bretagna insieme con la sua famiglia. Di certo subire l’assalto dei vandali non sarebbe stato piacevole. Secondo la Bbc, le tre finestre del piano terra e quella del retro sono andate infrante, così come la finestra passeggeri della Mercedes parcheggiata nel vialetto d’ingresso. D’altronde, la decisione di Sir Goodwin di non ripagare la pensione, in un momento in cui anche i manager Aig fanno mea culpa e restituiscono i bonus, è stato un contraccolpo politico e pubblico non indifferente.
La crisi impera, il premier Gordon Brown invoca un nuovo modello di sviluppo che possa rispondere “alle sfide globali”, l’Hsbc, uno dei più grandi gruppi bancari del mondo, annuncia che taglierà mille e duecento posti di lavoro in Gran Bretagna e Goodwin si gode una (immeritata) pensione d’oro. Mai soprannome fu più adatto: Sir Goodwin meglio conosciuto come “Fred il Brandello” per la sua abitudine ad acquistare una banca, spogliarla dei suoi costi principali (soprattutto il personale) e ricavarne alti profitti. Non solo i media e la stampa hanno attaccato l’ex amministratore, ma anche dagli ambienti politici sono piovute critiche al vetriolo, tanto che persino Brown ha definito il pagamento “inaccettabile”. Ma non è stato l’unico. La pensione di Mister Bank è stata attaccata dai politici di tutti i partiti e definita ironicamente come una “ricompensa per il fallimento”.
L’assalto a casa Goodwin rappresenta l’apice di una polemica innescatasi ormai da qualche tempo e che stenta a finire. Potrebbe essere un gesto isolato e la polizia di Edimburgo lo spera bene, per lo meno per non doversi recare alle quattro e mezza di notte davanti alla casa di qualche banchiere o presunto tale, fallito e per giunta anche scomparso nel nulla (almeno apparentemente). E se invece fosse solo l’inizio di una protesta generalizzata contro la crisi e i suoi artefici? L’allarme scatterebbe in vista del G20 previsto a Londra per il prossimo 2 aprile. Da qualche tempo, infatti, circolano sui siti Internet motti del tipo “Assalta le banche” e “Pesta un banchiere”. Il rischio, che preoccupa il governo e tutti i servizi di sicurezza, è che il summit si trasformi in guerriglia urbana.