Ecco perché vogliamo tornare al voto
A Teheran chiunque si metta in testa di protestare è picchiato o arrestato e ci si comincia a preoccupare per i familiari che la sera non sono di ritorno a casa.
19 AGO 20

A Teheran chiunque si metta in testa di protestare è picchiato o arrestato e ci si comincia a preoccupare per i familiari che la sera non sono di ritorno a casa. Durante le manifestazioni, poi, la polizia si comporta meglio con i sostenitori di Moussavi che con quelli di Ahmadinejad, perché i fan del presidente sono quelli che iniziano a picchiare per primi. Lo ha raccontato a ilsussidiario.net Leila Shabara, studentessa di Scienze del turismo all’Università Hallam di Teheran che ha votato per Moussavi e spera tanto che le elezioni siano annullate. O che la guida suprema Khamenei assegni la vittoria allo sfidante. E racconta come per i giovani iraniani – arrabbiati e scioccati da quello che fin da subito è stato considerato un maxibroglio elettorale da parte del presidente – in questo momento il desiderio di giustizia “forse supera anche quello di poter avere una vera e propria democrazia”.
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