Sfascismi in servizio permanente
Chi si lamenta che lo spread è troppo alto dovrebbe prendersela con gli sfascisti, i quali svalutano le riforme che ledono gli interessi corporativi. Gli esempi sono a getto continuo. Nello scenario più recente, emerge la faccenda degli esodati; un nuovo termine, impugnato dagli apparati sindacali e da caste giudiziarie, per svalutare la riforma delle pensioni e del lavoro del ministro Elsa Fornero.
18 AGO 20

Chi si lamenta che lo spread è troppo alto dovrebbe prendersela con gli sfascisti, i quali svalutano le riforme che ledono gli interessi corporativi. Gli esempi sono a getto continuo. Nello scenario più recente, emerge la faccenda degli esodati; un nuovo termine, impugnato dagli apparati sindacali e da caste giudiziarie, per svalutare la riforma delle pensioni e del lavoro del ministro Elsa Fornero.
I prepensionati che meritavano di essere difesi, per i loro diritti acquisiti, sono stati in gran parte tutelati. La cifra mirabolante degli altri che avrebbero diritto a un provvedimento a loro favore, include anche lavoratori di meno di quaranta anni di età, che profittando degli ultimi giorni prima della riforma hanno contrattato il loro licenziamento anticipato per aggirare l’effetto delle nuove norme. Quanto a quelli che in buona fede hanno accettato una offerta di pensionamento anticipato, ignari del mutamento delle condizioni giuridiche sopravvenute, la risposta è semplice. Essi possono impugnare l’accordo contrattuale, perché il consenso è stato dato per errore sulla legge vigente all’epoca dei suoi effetti o perché ne manca la causa, che è la pensione di anzianità anticipata. Non si vede perché essi meriterebbero una tutela a spese del contribuente.
Il secondo esempio di sfascismo è il silenzio assordante riservato all’iniziativa dell’Eni di ridurre il prezzo dei carburanti di 20 centesimi al litro nei fine settimana estivi, a seguito delle norme di liberalizzazione che hanno suscitato la concorrenza dei no logo e dei supermercati, oltre che delle società concorrenti. E ciò mentre era stato criticato il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che aveva detto che le compagnie petrolifere potrebbero evitare di riversare sui consumatori il rincaro temporaneo dell’accisa per il finanziamento degli aiuti ai terremotati.
Infine, ecco il chiasso sfascista contro la proposta del sottosegretario Gianfranco Polillo di ridurre le ferie onde accrescere la produttività senza intaccare il potere di acquisto dei lavoratori. E’ una proposta teoricamente perfetta, in regime di cambio fisso, per ridurre i salari orari senza diminuire quelli globali, per accrescere l’export e attivare la crescita mediante la domanda estera.
Se non piace questa modalità, si sostengano altri tipi di flessibilità nei contratti e dei contratti, basati sullo stesso principio. Ma anche qui dietro le polemiche si celano sindacalisti e magistrati che hanno paura di perdere rendite di contrattazione. Questi sfascisti meriterebbero lo spread sopra i 500 punti, se non fosse che esso riguarda l’Italia nel complesso, che già ne deve subire l’arroganza furbesca.
Se non piace questa modalità, si sostengano altri tipi di flessibilità nei contratti e dei contratti, basati sullo stesso principio. Ma anche qui dietro le polemiche si celano sindacalisti e magistrati che hanno paura di perdere rendite di contrattazione. Questi sfascisti meriterebbero lo spread sopra i 500 punti, se non fosse che esso riguarda l’Italia nel complesso, che già ne deve subire l’arroganza furbesca.