La chiesa e le sue “strutture”
18 AGO 20

Interessante la posizione di Messori (sul Corriere)in difesa della necessità della chiesa gerarchia, di critica dei miti paupristico-egualitaristici-primitivistici ispirati alle (pseudo) origini, riconoscendo che, tanto, “indietro non si torna”. Dimentica però, l’autore, che quelle posizioni, quelle istanze sono uno dei frutti del Concilio. Insieme alla destrutturazione della figura –per così dire- del papa nei suoi emblemi, e agli aneliti socialisteggianti. Credo sia lecito riconoscere questi effetti come un portato del Concilio nel cattolicesimo. E, senza dover essere necessariamente inclusi nel novero dei tradizionalisti liturgici, discostarsene.