Il governo del fare le riforme

Secondo il bollettino della Banca d’Italia, nel terzo trimestre il pil italiano è tornato a crescere rispetto al periodo precedente (più 1 per cento), dopo cinque trimestri consecutivi di contrazione. Finora l’atteggiamento “flemmatico” del governo è risultato virtuoso rispetto all’attivismo dirigista di altri esecutivi europei. Ma ora che il peggio è passato, occorre sorreggere la ripresa brancolante in modo proattivo. Specie per un governo che si autodefinisce “del fare”.
18 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 21:35
Immagine di Il governo del fare le riforme
E’ necessario mettere in cantiere le riforme per controbilanciare l’accrescimento del rischio Italia dovuto all’aumento del debito pubblico e fare così spazio a riduzioni fiscali che possano accrescere la nostra competitività. La situazione è difficile, ma il governo almeno un vantaggio ce l’ha: in questi giorni aumentano gli alti lai di spirito riformatore. Non solo dalle stesse file del Pdl, ma anche da Bankitalia, Confindustria, Quirinale e settori dell’opposizione. Palazzo Koch ha sostenuto con forza l’idea di un innalzamento dell’età pensionabile. La Confindustria chiede di agire per contenere la spesa sanitaria delle regioni, oltre che per ridurre le imposte (a partire dall’Irap). Ieri una prima risposta: Silvio Berlusconi ha detto che la riforma pensionistica è all’ordine del giorno. E se aumenta il consenso attorno all’idea che per realizzare tagli fiscali occorre riformare la spesa, il colpo d’ala da necessario diviene possibile.