Fratture tedesche
Nel discorso tenuto giovedì scorso a Dresda, in occasione del congresso dell’Associazione delle casse di risparmio, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha messo in luce i difetti di una politica monetaria unica per tutta l’Eurozona. Dopo aver ricordato che la Banca centrale europea si trova in acque molto agitate, dal momento che alcune economie avrebbero bisogno di tassi più alti e altre di tassi più bassi, ha poi aperto a una gestione più rilassata della politica monetaria: “La Bce dovrebbe in realtà fare molto di più per garantire che anche agli altri paesi sia garantita maggiore liquidità.
18 AGO 20

Nel discorso tenuto giovedì scorso a Dresda, in occasione del congresso dell’Associazione delle casse di risparmio, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha messo in luce i difetti di una politica monetaria unica per tutta l’Eurozona. Dopo aver ricordato che la Banca centrale europea si trova in acque molto agitate, dal momento che alcune economie avrebbero bisogno di tassi più alti e altre di tassi più bassi, ha poi aperto a una gestione più rilassata della politica monetaria: “La Bce dovrebbe in realtà fare molto di più per garantire che anche agli altri paesi sia garantita maggiore liquidità. E bisogna soprattutto fare attenzione che questa liquidità arrivi alle imprese per i loro finanziamenti”. Insomma, la cancelliera ha preso atto che, per come orchestrati sinora, gli interventi del presidente della Bce, Mario Draghi, non sono stati sufficienti. Così Merkel ha di fatto smentito anche le parole del suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, il quale, appena qualche giorno fa, aveva manifestato la necessità di drenare liquidità dal sistema, mettendo in guardia la Bce da tassi di interesse troppo bassi. Posizione quest’ultima condivisa dalla Bundesbank e dal suo presidente Jens Weidmann, che ha ribadito le sue convinzioni molto “austere” in una memoria di ventinove pagine, depositata ieri dinanzi al tribunale Costituzionale di Karlsruhe nel procedimento di merito contro il meccanismo europeo di stabilità (Esm) e il Fiscal compact. In questa sede, il tribunale si esprimerà anche sulla conformità alla Legge fondamentale tedesca dell’Outright monetary transactions, il programma di acquisti illimitati di titoli sovrani, varato lo scorso settembre da Francoforte. In un passaggio della memoria, di cui è entrato in possesso per ora solo il quotidiano economico Handelsblatt, si legge infatti che “costi di rifinanziamento più elevati per il settore privato possono riflettere i rischi finanziari nazionali. Questa situazione non sarebbe affatto da combattere attraverso strumenti di politica monetaria, ma sarebbe la conseguenza diretta della politica fiscale di cui è responsabile ciascuno stato membro”. In questa frattura tra Bundesbank e governo federale tocca ora al nuovo governo italiano inserirsi, rivendicando apertamente una politica monetaria più accomodante, proprio come suggerito dalla cancelliera.