Così funziona la giustizia indiana
Mi chiamo Leila Seth. Ho 83 anni. Sono felicemente sposata con mio marito Premo da più di 60 anni, e sono la madre di tre figli. Il più vecchio, Vikram, è uno scrittore. Il secondo, Shantum, è un insegnante di buddismo. Il terzo, Aradhana, è un artista e un filmmaker. Voglio loro molto bene. Mio marito e io li abbiamo cresciuti secondo i valori con cui noi stessi siamo stati cresciuti – onestà, coraggio e amore per il prossimo. Sappiamo che sono bravi lavoratori e persone affettuose che cercano di dare il loro meglio nel mondo. di Leila Seth
18 AGO 20

Pubblichiamo un articolo che è comparso per la prima volta, il 26 gennaio scorso, sul Times of India. La New York Review of Books ne ha ripubblicato il testo sul suo ultimo numero. Leila Seth è la prima giudice donna a fare parte dell’Alta corte di Delhi e la prima a diventare giudice capo di un’Alta corte statale in India. Ha scritto un memoir, nel 2004, dal titolo “On Balance”. Suo figlio Vikram è uno scrittore e poeta: è sua la poesia che pubblichiamo in fondo al testo.
Mi chiamo Leila Seth. Ho 83 anni. Sono felicemente sposata con mio marito Premo da più di 60 anni, e sono la madre di tre figli. Il più vecchio, Vikram, è uno scrittore. Il secondo, Shantum, è un insegnante di buddismo. Il terzo, Aradhana, è un artista e un filmmaker. Voglio loro molto bene. Mio marito e io li abbiamo cresciuti secondo i valori con cui noi stessi siamo stati cresciuti – onestà, coraggio e amore per il prossimo. Sappiamo che sono bravi lavoratori e persone affettuose che cercano di dare il loro meglio nel mondo.
Mi chiamo Leila Seth. Ho 83 anni. Sono felicemente sposata con mio marito Premo da più di 60 anni, e sono la madre di tre figli. Il più vecchio, Vikram, è uno scrittore. Il secondo, Shantum, è un insegnante di buddismo. Il terzo, Aradhana, è un artista e un filmmaker. Voglio loro molto bene. Mio marito e io li abbiamo cresciuti secondo i valori con cui noi stessi siamo stati cresciuti – onestà, coraggio e amore per il prossimo. Sappiamo che sono bravi lavoratori e persone affettuose che cercano di dare il loro meglio nel mondo.
Ma il nostro primogenito, Vikram, ora è un criminale, e un criminale latitante. Questo perché, come milioni di altri indiani, Vikram è gay, e lo scorso mese due giudici della Corte suprema hanno ribaltato la sentenza dell’Alta corte di Nuova Delhi che, quattro anni fa, aveva depenalizzato l’omosessualità. Adesso, se Vikram si innamora di un altro uomo ed esprime il suo amore fisicamente, commette un crimine punibile con l’ergastolo. La sentenza della Corte suprema significa che lui dovrà rimanere celibe per il resto della sua vita o lasciare il paese in cui è nato, cui appartiene e che ama più di ogni altro.
Io stessa sono stata una giudice per più di quindici anni – prima dell’Alta corte di Delhi, poi come giudice capo dell’Alta corte dell’Himachal Pradesh. In seguito sono stata membro della commissione di legge e della commissione del giudice J. S. Verma, che ha fatto sì che il Criminal Law Amendment Act del 2013 fosse approvato (è la legge contro gli stupri). Ho un grande rispetto per le procedure legali, e normalmente non commenterei mai una sentenza, ma in questo caso voglio fare un’eccezione. Ho letto la sentenza dell’Alta corte di Delhi quando è stata emessa quattro anni fa. Era un modello di apprendimento, di umanità e di applicazione dei princìpi costituzionali indiani. Era ben congegnata, e la sua logica era espressa chiaramente. La sentenza dichiarava che l’articolo 377 del codice penale violava l’articolo 14 della Costituzione, che garantisce i diritti fondamentali di uguaglianza. Violava l’articolo 15, che garantisce i diritti fondamentali alla non discriminazione. E violava l’articolo 21, che protegge i diritti fondamentali alla libertà e alla vita, compresi la privacy e la dignità. La sentenza dell’Alta corte smontava l’articolo 377 per depenalizzare gli atti sessuali privati e tra adulti consenzienti.
Il governo non ha mosso obiezioni alla sentenza e non ha fatto appello. Ma alcune persone che non hanno niente a che vedere con la questione si sono opposte. Due giudici della Corte suprema hanno accolto l’appello all’inizio del 2012. Poi, ventuno mesi dopo e alle soglie della pensione per uno di loro, hanno finalmente pronunciato la loro sentenza. La sentenza dell’Alta corte di Delhi è stata ribaltata, l’articolo 377 ristabilito in pieno, e qualsiasi atto sessuale, anche privato e tra adulti consenzienti, diverso da quello considerato “naturale” è stato reso nuovamente illegale.
Il governo non ha mosso obiezioni alla sentenza e non ha fatto appello. Ma alcune persone che non hanno niente a che vedere con la questione si sono opposte. Due giudici della Corte suprema hanno accolto l’appello all’inizio del 2012. Poi, ventuno mesi dopo e alle soglie della pensione per uno di loro, hanno finalmente pronunciato la loro sentenza. La sentenza dell’Alta corte di Delhi è stata ribaltata, l’articolo 377 ristabilito in pieno, e qualsiasi atto sessuale, anche privato e tra adulti consenzienti, diverso da quello considerato “naturale” è stato reso nuovamente illegale.
Come madre del mio primogenito, ero molto arrabbiata. Ma come giurista ed ex giudice, ho deciso di rimandare i miei commenti a quando avrei potuto leggere le motivazioni della sentenza. Quando le ho lette, devo dire che ho fatto fatica a seguirne la logica. Moltissimi accademici e giuristi hanno mosso critiche alla sentenza, e io non intendo ripeterle. Tuttavia vorrei sottolineare che sia la cultura sia la scienza hanno ottenuto poca attenzione. Anziché accogliere le ragioni della giurisprudenza internazionale, come è pratica accettata quando si tratta dei diritti fondamentali, la sentenza le ha esplicitamente trascurate come irrilevanti. Inoltre, anziché seguire le prove mediche, biologiche e psicologiche che mostrano che l’omosessualità è una condizione del tutto naturale, parte non solo del campo della sessualità umana ma della sessualità di quasi tutte le specie animali che conosciamo, la sentenza continua a parlare in termini di atti “innaturali” anche se dice che sarebbe difficile elencarli.
Ma quello che mi ha addolorato di più e che considero più pericoloso è lo spirito del giudizio. (segue dalla prima pagina)
Ma quello che mi ha addolorato di più e che considero più pericoloso è lo spirito del giudizio. (segue dalla prima pagina)
L’interpretazione della legge non è temperata da alcuna empatia per le sofferenze altrui. L’elenco voluminoso degli stupri, delle torture, delle estorsioni e delle violenze subìte dalle persone gay e transgender come risultato di questa legge non sembra avere scosso la Corte. Né la Corte sembra preoccupata per i genitori di queste persone, che hanno testimoniato davanti alla Corte sul fatto che la legge provocava nei loro figli paura, insicurezza e l’impossibilità di vivere la propria vita famigliare. E’ una cosa che so per esperienza personale. La sentenza non riesce a comprendere il marchio che la penalizzazione dell’omosessualità pone sulle persone e sulle loro famiglie.
La sentenza ha sostenuto che il fatto che una minuscola frazione della popolazione del paese è gay o transgender non può essere considerato come base sufficiente per delegittimare l’articolo 377. Ma questa frazione è tutt’altro che piccola. Se solo il 5 per cento del miliardo e più persone che vivono in India fosse gay – e questa probabilmente è una stima al ribasso – parleremmo di più di 50 milioni di persone, una popolazione grande quanto quella del Rajasthan, del Karnataka, della Francia o dell’Inghilterra.
La sentenza ha sostenuto che il fatto che una minuscola frazione della popolazione del paese è gay o transgender non può essere considerato come base sufficiente per delegittimare l’articolo 377. Ma questa frazione è tutt’altro che piccola. Se solo il 5 per cento del miliardo e più persone che vivono in India fosse gay – e questa probabilmente è una stima al ribasso – parleremmo di più di 50 milioni di persone, una popolazione grande quanto quella del Rajasthan, del Karnataka, della Francia o dell’Inghilterra.
Ma anche se solo poche persone fossero davvero minacciate, la Corte suprema non potrebbe abdicare alla sua responsabilità di proteggere i loro diritti fondamentali, o rimettere la responsabilità al Parlamento. Sarebbe come dire che la comunità Parsi può essere legittimamente imprigionata o deportata se il Parlamento lo vuole perché sono solo poche decine di migliaia. Il ragionamento della sentenza secondo cui la giustizia sui diritti fondamentali può essere garantita solo se riguarda un ampio numero di persone è profondamente immorale e inumano. La sentenza ha trattato le persone con orientamento sessuale differente come se fossero cittadini di serie B.
Quello che rende la vita degna di essere vissuta è l’amore. L’amore è ciò che ci rende umani. Trasformare in un atto criminale l’espressione di questo amore è profondamente crudele e inumano. Ribadire questo stato criminale o, peggio ancora, ricostituirlo significa mostrare l’esatto opposto della compassione. Mostrare deferenza eccessiva verso il Parlamento quando è in gioco uno dei diritti fondamentali è pusillanimità giudiziaria, in quanto non c’è dubbio che nel disegno costituzionale è il potere giudiziario ad avere l’ultima parola sul tema.
Quello che rende la vita degna di essere vissuta è l’amore. L’amore è ciò che ci rende umani. Trasformare in un atto criminale l’espressione di questo amore è profondamente crudele e inumano. Ribadire questo stato criminale o, peggio ancora, ricostituirlo significa mostrare l’esatto opposto della compassione. Mostrare deferenza eccessiva verso il Parlamento quando è in gioco uno dei diritti fondamentali è pusillanimità giudiziaria, in quanto non c’è dubbio che nel disegno costituzionale è il potere giudiziario ad avere l’ultima parola sul tema.
Una richiesta di revisione della sentenza è ora al vaglio di uno dei due giudici originali insieme a un altro, che sostituirà il giudice Singhvi ora in pensione. Ci sarà un’udienza alle Camere, nessun giurista sarà presente.
Ho iniziato questo testo dicendo che Premo e io abbiamo insegnato ai nostri figli a vivere secondo alcuni valori. Ho dimenticato di menzionarne alcuni altri che ho cercato di inculcare loro: aprire i loro cuori e le loro menti, ammettere con franchezza i propri errori, per quanto difficile possa essere, rigettare la crudeltà e rimediare con animo pronto a qualsiasi danno ingiusto possano aver fatto agli altri.
Ho iniziato questo testo dicendo che Premo e io abbiamo insegnato ai nostri figli a vivere secondo alcuni valori. Ho dimenticato di menzionarne alcuni altri che ho cercato di inculcare loro: aprire i loro cuori e le loro menti, ammettere con franchezza i propri errori, per quanto difficile possa essere, rigettare la crudeltà e rimediare con animo pronto a qualsiasi danno ingiusto possano aver fatto agli altri.
di Leila Seth
(la riproduzione di questi testi è stata
concessa dalla New York Review of Books)
***
Attraverso il grande potere dell’amore
Attraverso il grande potere dell’amore di diventare una cosa sola
di mente e di corpo, di cuore e di anima –
Attraverso la libertà di cercare la gioia o di essere
Liberati dal potere della gioia
In amore e in amicizia:
Questo è il vero bene naturale.
Privare della giustizia, e cercare
Di distruggere i diritti che proteggono il debole –
Deridere l’amore e strappare
I legami del corpo, la mente, il cuore
Con pretesti e nessuna rima:
Questo è il vero crimine innaturale.
di Vikram Seth
(la riproduzione di questi testi è stata
concessa dalla New York Review of Books)
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Attraverso il grande potere dell’amore
Attraverso il grande potere dell’amore di diventare una cosa sola
di mente e di corpo, di cuore e di anima –
Attraverso la libertà di cercare la gioia o di essere
Liberati dal potere della gioia
In amore e in amicizia:
Questo è il vero bene naturale.
Privare della giustizia, e cercare
Di distruggere i diritti che proteggono il debole –
Deridere l’amore e strappare
I legami del corpo, la mente, il cuore
Con pretesti e nessuna rima:
Questo è il vero crimine innaturale.
di Vikram Seth