Brown evita al Regno Unito di finire come l'Italia anni Ottanta

L’accordo di governo c’è, Gordon Brown ha appena rassegnato le sue dimissioni, ma mai come in questi cinque giorni post elettorali il Regno Unito si è sentito come l’Italia degli anni Ottanta. “Se si fosse imposta la coalizione Lib-Dem e Labour, sfumata dopo ventiquattro ore di colloqui – dice al Foglio Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, oggi saggista e commentatore, sta scrivendo un libro sull’Italia – lo scenario sarebbe stato proprio quello dell’Italia di 25 anni fa: piccoli partiti che ottengono un potere negoziale sproporzionato”. Segui la diretta sul live blog del Guardian - Segui la diretta sul live blog del Times
18 AGO 20
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I liberaldemocratici inglesi si sono offerti al miglior offerente per andare al governo, i laburisti hanno provato fino all’ultimo a trovare un accordo con loro, i Tory hanno dovuto cedere su alcuni fronti, la regina guarda e aspetta. Nella terra del maggioritario puro c’è stato un “gioco pazzo di negoziazioni”, come lo definisce Emmott, roba da governo balneare. “C’è di buono che forse, stancandosi di questo spettacolo, gli inglesi capiranno che la stabilità se la sognano con un sistema così. Forse dovremmo far vedere a tutti il film ‘Il divo’, o trasmettere documentari su Giulio Andreotti e Bettino Craxi, così li spaventiamo”, scherza Emmott. Il quale non era tra quelli che consideravano l’ipotesi del Parlamento bloccato come un incubo, vedeva i lati positivi di un sistema che deve rigenerarsi, “ma non mi aspettavo che si finisse in questa situazione, con tutti che parlano male di tutti ma intanto cercavano di trovare un’alleanza”.
Per fortuna l’accordo per una coalizione di governo è arrivato. “Non siamo il Belgio noi – continua Emmott, difendendo l’unicità britannica – non ci mettiamo mesi a risolvere una crisi. E se proprio dobbiamo cambiare, meglio assomigliare alla Germania che all’Italia degli anni Ottanta”. Ma ora tutto è possibile. “Qui si scherza – conclude Emmott – ricordando che il capo dei consiglieri della regina si chiama Gus O’Donnell. Le sue iniziali sono God, Dio. Siamo nelle sue mani”. Che come constatazione è in effetti parecchio italiana.