Alla fine l'Usigrai ci ripensa e annulla lo sciopero della Rai

L'Usigrai, sigla sindacale dei giornalisti Rai, ha annunciato ufficialmente la sospensione dello sciopero indetto per l'11 giugno. "La decisione" - riferisce l'Usigrai - "arriva dopo il voto a larghissima maggioranza delle assemblee tenute nelle ultime 48 ore in tutte le redazioni d'Italia, alle quali il sindacato dei giornalisti della Rai aveva chiesto il congelamento dello sciopero alla luce delle positive novità ottenute grazie all'iniziativa sindacale di queste settimane". Leggi anche Se gli emiri comprassero pure la Rai - Cerasa Rai e Renzi. Super manager spiega dove infilare il bisturi - Lo sciopero è impopolare - Canale Usigrai - Ferrara La Rai fa le barricate ma questo non è affatto ragionevole
18 AGO 20
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L'Usigrai, sigla sindacale dei giornalisti Rai, ha annunciato ufficialmente la sospensione dello sciopero indetto per l'11 giugno. "La decisione" - riferisce l'Usigrai - "arriva dopo il voto a larghissima maggioranza delle assemblee tenute nelle ultime 48 ore in tutte le redazioni d'Italia, alle quali il sindacato dei giornalisti della Rai aveva chiesto il congelamento dello sciopero alla luce delle positive novità ottenute grazie all'iniziativa sindacale di queste settimane". Nel comunicare la sospensione, l'esecutivo dell'Usigrai sottolinea che "pur assumendo una decisione diversa da altre sigle sindacali, pretendiamo il massimo rispetto per chi ha scelto di confermare lo sciopero: un diritto garantito dalla Costituzione che non può essere deriso con commenti e termini sprezzanti".

L'Usigrai rivendica di essere "riuscita a ottenere che si mettesse al centro dell'agenda politica il futuro e lo sviluppo della Rai Servizio Pubblico. E' su questo che continuerà sempre più forte e determinato l'impegno e la mobilitazione delle redazioni. Non accetteremo politiche di corto respiro". Il sindacato intende insistere quindi su determinati punti che portino a una reale riforma dell'azienda. "La riforma della Rai, l'anticipo della Concessione di Servizio pubblico di 2 anni, la lotta all'evasione del canone, norme per 'rottamare' i partiti e i governi del controllo della Rai, sono finalmente al centro del dibattito politico" - aggiunge il sindacato - "così come chiesto dall'Usigrai nell'assemblea aperta dell'8 maggio a Roma".

"Ora vediamo se il governo è in grado di tenere il passo della sfida riformatrice o sono solo annunci", prosegue l'Esecutivo dell'Usigrai, sottolineando che "restano tutte le preoccupazioni e contrarietà per la vendita di quote di Rai Way fatta solo per far cassa, senza una idea strategica per il Paese sul tema delle torri di trasmissione".

"E' la nostra convinzione che il prelievo di 150 milioni di euro, versati dai cittadini per il Servizio Pubblico, sia illegittimo. Su questo, governo e parlamento devono una risposta anche all'Ebu (l'Associazione dei Servizi pubblici europei), che ha lanciato l'allarme al presidente della Repubblica Napolitano sul rischio per l'indipendenza del Servizio Pubblico. Riterremmo grave -afferma ancora l'Usigrai- che il Direttore generale della Rai e il CdA non agissero a tutela del patrimonio aziendale avviando urgentemente un ricorso".

Insistono invece nella protesta Cgil, Uil e le altre sigle minori, che anzi allargano la protesta alle troupe del comparto cineaudiovisivo.