Strasburgo, un passo avanti e tre indietro
La Corte di Strasburgo ha riconosciuto colpevole la British Airways di violazione della Convenzione europea sui diritti umani – per quanto riguarda il diritto alla “libertà di pensiero, coscienza e religione” – ai danni di una hostess cristiana copta, alla quale la compagnia aerea aveva vietato nel 2006 di portare una piccola croce d’oro bianco al collo. Dopo aver rifiutato un’altra mansione lontana dal pubblico, la donna era stata poi reintegrata nel 2007.
17 AGO 20

La Corte di Strasburgo ha riconosciuto colpevole la British Airways di violazione della Convenzione europea sui diritti umani – per quanto riguarda il diritto alla “libertà di pensiero, coscienza e religione” – ai danni di una hostess cristiana copta, alla quale la compagnia aerea aveva vietato nel 2006 di portare una piccola croce d’oro bianco al collo. Dopo aver rifiutato un’altra mansione lontana dal pubblico, la donna era stata poi reintegrata nel 2007. La stessa compagnia aerea, infatti, aveva deciso di autorizzare croci e stelle di Davide, anche in considerazione del fatto che altri segnali di carattere religioso (come il turbante per i sikh) erano già ammessi tra i dipendenti a contatto con il pubblico.
Ma prima di rallegrarsi della decisione di Strasburgo, conviene considerare gli altri tre casi inglesi che sono stati oggetto di giudizio da parte della Corte, e che pure riguardano la discriminazione sul lavoro per motivi religiosi. Il piccolo crocifisso non è stato perdonato a un’infermiera alla quale l’ospedale aveva imposto di eliminarlo (dopo trent’anni che lo portava al collo) perché rappresentava una “minaccia per la sicurezza dei pazienti in presenza di ferite aperte”. Tutto legittimo, per la Corte di Strasburgo, così come il licenziamento di un consulente matrimoniale britannico che si era rifiutato di fornire consigli terapeutici a coppie gay. E come il sanzionamento di una funzionaria pubblica, riconosciuta come seria e scrupolosa, che si è rifiutata di assistere come testimone alle cerimonie di unione civile tra persone dello stesso sesso, introdotta nel Regno Unito nel 2004. Per la Corte di Strasburgo, più che un passo avanti, tre indietro.