Riflessi lenti sull'atomica iraniana
C’è voluto lo smacco subìto lunedì, quando il Brasile di Lula e la Turchia di Erdogan hanno sfilato da sotto il naso all’occidente l’intero dossier Iran, per provocare infine lo scatto dell’Amministrazione Obama. Ieri il segretario di stato, Hillary Clinton, ha detto che c’è l’accordo con Russia e Cina sulle sanzioni dure contro l’Iran e “lasciatemi dire che è la risposta più convincente che potessimo dare a quanto è successo a Teheran nei giorni scorsi”, anche se “apprezziamo gli sforzi sinceri di Brasile e Turchia”.
17 AGO 20

C’è voluto lo smacco subìto lunedì, quando il Brasile di Lula e la Turchia di Erdogan hanno sfilato da sotto il naso all’occidente l’intero dossier Iran, per provocare infine lo scatto dell’Amministrazione Obama. Ieri il segretario di stato, Hillary Clinton, ha detto che c’è l’accordo con Russia e Cina sulle sanzioni dure contro l’Iran e “lasciatemi dire che è la risposta più convincente che potessimo dare a quanto è successo a Teheran nei giorni scorsi”, anche se “apprezziamo gli sforzi sinceri di Brasile e Turchia”. Tradotto: se pensate che dopo esserci fatti prendere in giro perché nel 2009 abbiamo tentato la politica del dialogo e della mano tesa con gli ayatollah, dopo avere intrapreso negoziati limacciosi, dopo avere corteggiato il gelido Putin e l’enigmatico governo di Pechino considerando ogni sorta di scambio geopolitico, dopo avere ricompattato il gregge europeo – più incline a fare affari che a imporre sanzioni – e messo a repentaglio i rapporti con Israele – perché se Washington non riesce a essere efficace contro l’Iran è difficile ottenere l’attenzione di Gerusalemme – ora lasceremo che sia Brasilia a decidere sul nucleare iraniano, sbagliate di grosso. Sanzioni ora.
Clinton ha convocato una seduta d’emergenza del Consiglio di sicurezza, e sembrava determinata. Ma per quanto “paralizzanti” saranno le sanzioni, e per quanto si riuscirà a convincere i due gran riottosi, Cina e Russia, l’Amministrazione paga un anno di imperdonabile mancanza d’iniziativa.
Clinton ha convocato una seduta d’emergenza del Consiglio di sicurezza, e sembrava determinata. Ma per quanto “paralizzanti” saranno le sanzioni, e per quanto si riuscirà a convincere i due gran riottosi, Cina e Russia, l’Amministrazione paga un anno di imperdonabile mancanza d’iniziativa.