Responsabili in mezzo al mare
I contorni dell’incubo in mezzo al mare sono ancora imprecisi. Così come ancora confuse le responsabilità da accertare: i mancati controlli libici, i mancati avvistamenti italiani, la probabile omissione di una motovedetta maltese. Comunque si precisino i dettagli di questa nuova tragedia mediterranea, alcuni elementi su cui riflettere ci sono già.
17 AGO 20

Infine, il centrodestra non potrà evitare di riflettere sull’altro spinoso dato politico, cioè la totale divergenza che sulla questione dell’immigrazione e dell’accoglienza dei disperati del mare esiste tra governo e mondo cattolico. Sulla questione, il punto di vista della chiesa non è negoziabile, né forse sottovalutabile. Il quotidiano dei vescovi ha espresso con durezza il proprio punto di vista: “Esiste una legge del mare, e ben più antica di quella pure codificata dai trattati. E questa legge ordina: in mare si soccorre. Poi, a terra, opereranno altre leggi: diritto d’asilo, accoglienza, respingimento. Poi. Ma le vite, si salvano”. Rocco Buttiglione, che pure con il Pdl ha in corso un dialogo politico serrato, ha accusato: “Una vergogna per una nazione cristiana e un crimine contro l’umanità. Non possiamo non riconoscere le nostre responsabilità come italiani e in particolare del governo in questa tragedia”. Avvenire ha evocato addirittura “gli occhi chiusi” dell’occidente sulla Shoah. E quando si scomodano certi simboli, significa che i problemi non possono essere affrontati secondo il normale cabotaggio della gestione viminalizia.