Nove colonne
Queste le altre prime pagine taroccate e nascoste nel cassetto della Stampa
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Tutte le finte prime pagine di Mario Calabresi. Altro che Jorge Louis Borges. Nove Colonne fa scoop: svelate tutte le finzioni. Sono quelle che il direttore de La Stampa tiene da parte per le sue campagne antipremier, abbiamo lavorato con le nostre talpe e le diamo a disposizione dei nostri lettori.
17 AGO 20

Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Tutte le finte prime pagine di Mario Calabresi. Altro che Jorge Louis Borges. Nove Colonne fa scoop: svelate tutte le finzioni. Sono quelle che il direttore de La Stampa tiene da parte per le sue campagne antipremier, abbiamo lavorato con le nostre talpe e le diamo a disposizione dei nostri lettori.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Comincia, da par suo, il quotidiano della Santa Sede, l’Osservatore Romano, falsificato da Calabresi con un titolo a Nove Colonne: “Apparizione di Sant’Antonio abate: Silvio basta, l’unico protettore di maialini sono io. Immediato girotondo degli angeli democratici sponsor di Debora Serracchiani”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Anche estero su estero. Il direttore de La Stampa non si sottrae allo scempio dell’onorata professione di giornalista e confeziona una finta cover di Stern con Noemi Letizia ritratta a Villa La Certosa. La simpatica diciottenne sta indicando con il ditino una panchina: “E’ qui che papi mi ha fatto ripetere le tabelline. Adesso – però – papi, basta. La radice quadrata non la voglio estrarre. Solo sfere e cilindri”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Nel criminoso disegno di Mario Calabresi non può mancare un tarocco doc, quello dell’austero Financial Times reso solenne dalla faziosità del quotidiano torinese con un’altra finta intervista esclusiva. A Patrizia D’Addario nientemeno: “Silvio, adesso basta. Il posto di Costa in Mondadori spetta a me. Me lo avevi promesso”. Un editoriale non firmato e perciò riconducibile al direttore argomenta la felicità di questa scelta: “Tutta Wall Street urla con Patty, I love you”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Solo finte prime pagine a La Stampa. Anche una falsificazione del “New York Times” dovevamo trovare e, quel che è peggio, con un editoriale vero scritto da Gianni & Riotto detto Johnny: “Silvio, adesso basta. Mi avevi promesso politiche ed elargizioni di Fas per il rilancio di Detroit, la città dove Totò Cuffaro mi mandò a studiare, e invece ho scoperto che per lui esiste solo Buffalo”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Quello di Buffalo è un tasto dolente per Calabresi, John Elkann, infatti, il proprietario de La Stampa, controlla ogni giorno l’equilibrio delle notizie in Web e sul cartaceo provenienti dalla ridente cittadina ed è perciò che il direttore delle finte prime pagine, per far contento il suo presidente, ne appronta immediatamente una del “Buffalo today”. Con questo titolo a caratteri cubitali: “Silvio ora basta”. Nel testo, ancora più duro, così parla Pecos Bill, lo sceriffo di Buffalo: “Ci aveva promesso incentivi per le mandrie ma abbiamo scoperto che per lui esistono solo le ronde. Se ci sarà la moria delle vacche sappiamo già chi accusare”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Non solo estero su estero. Anche quotidiani e giornali locali presi di mira dal quotidiano regionale del Piemonte. Comincia, da par suo, “Il Roma”, falsificato al punto di far parlare ‘o Casalese: “Silvio, ‘mo abbasta!”. Lunga intervista a questo non ben identificato malamente che dice: “Ci aveva promesso di non pubblicare più a Roberto Saviano ma a isso, per un deprecabile errore di etica, ci piacciono i soldi che guadagna vendendo ‘o libro e a ‘nnoi ci porta ‘o scuorno”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Altra testata regionale falsificata è “La Gazzetta Pavese”. Un’altra finta intervista. A Carlo Rossella nientemeno che, secondo il taroccamento di Mario Calabresi, lamenta una grave delusione: “Silvio ora basta”. E poi: “Mi aveva promesso che si sarebbe fidanzato con Barbara Spinelli e, invece, fa cucù solo a Bruno Vespa”. Più de Il Male, meglio de Il Male.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Comincia, da par suo, il quotidiano della Santa Sede, l’Osservatore Romano, falsificato da Calabresi con un titolo a Nove Colonne: “Apparizione di Sant’Antonio abate: Silvio basta, l’unico protettore di maialini sono io. Immediato girotondo degli angeli democratici sponsor di Debora Serracchiani”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Anche estero su estero. Il direttore de La Stampa non si sottrae allo scempio dell’onorata professione di giornalista e confeziona una finta cover di Stern con Noemi Letizia ritratta a Villa La Certosa. La simpatica diciottenne sta indicando con il ditino una panchina: “E’ qui che papi mi ha fatto ripetere le tabelline. Adesso – però – papi, basta. La radice quadrata non la voglio estrarre. Solo sfere e cilindri”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Nel criminoso disegno di Mario Calabresi non può mancare un tarocco doc, quello dell’austero Financial Times reso solenne dalla faziosità del quotidiano torinese con un’altra finta intervista esclusiva. A Patrizia D’Addario nientemeno: “Silvio, adesso basta. Il posto di Costa in Mondadori spetta a me. Me lo avevi promesso”. Un editoriale non firmato e perciò riconducibile al direttore argomenta la felicità di questa scelta: “Tutta Wall Street urla con Patty, I love you”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Solo finte prime pagine a La Stampa. Anche una falsificazione del “New York Times” dovevamo trovare e, quel che è peggio, con un editoriale vero scritto da Gianni & Riotto detto Johnny: “Silvio, adesso basta. Mi avevi promesso politiche ed elargizioni di Fas per il rilancio di Detroit, la città dove Totò Cuffaro mi mandò a studiare, e invece ho scoperto che per lui esiste solo Buffalo”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Quello di Buffalo è un tasto dolente per Calabresi, John Elkann, infatti, il proprietario de La Stampa, controlla ogni giorno l’equilibrio delle notizie in Web e sul cartaceo provenienti dalla ridente cittadina ed è perciò che il direttore delle finte prime pagine, per far contento il suo presidente, ne appronta immediatamente una del “Buffalo today”. Con questo titolo a caratteri cubitali: “Silvio ora basta”. Nel testo, ancora più duro, così parla Pecos Bill, lo sceriffo di Buffalo: “Ci aveva promesso incentivi per le mandrie ma abbiamo scoperto che per lui esistono solo le ronde. Se ci sarà la moria delle vacche sappiamo già chi accusare”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Non solo estero su estero. Anche quotidiani e giornali locali presi di mira dal quotidiano regionale del Piemonte. Comincia, da par suo, “Il Roma”, falsificato al punto di far parlare ‘o Casalese: “Silvio, ‘mo abbasta!”. Lunga intervista a questo non ben identificato malamente che dice: “Ci aveva promesso di non pubblicare più a Roberto Saviano ma a isso, per un deprecabile errore di etica, ci piacciono i soldi che guadagna vendendo ‘o libro e a ‘nnoi ci porta ‘o scuorno”.
Non solo Avvenire. Più de Il Male, meglio de Il Male. Altra testata regionale falsificata è “La Gazzetta Pavese”. Un’altra finta intervista. A Carlo Rossella nientemeno che, secondo il taroccamento di Mario Calabresi, lamenta una grave delusione: “Silvio ora basta”. E poi: “Mi aveva promesso che si sarebbe fidanzato con Barbara Spinelli e, invece, fa cucù solo a Bruno Vespa”. Più de Il Male, meglio de Il Male.