Proposta Dell’Arti

17 AGO 20
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Dubito che la proposta di Dell’Arti, imperniata su un prestito forzoso imposto a banche che non vogliono concederlo e famiglie che neppure lo chiedono e su una pesante tassazione della casa, possa essere definita liberale. Ma non si tiene neppure conto di come operi il sistema finanziario né del suo attuale stato di crisi: le banche non sono in grado di erogare 1.200 miliardi di euro alle famiglie, per il semplice fatto che non li hanno, come non hanno il capitale necessario a fronteggiare le perdite derivanti dalla probabile, mancata restituzione di parte dei prestiti. Le banche non “fabbricano” i soldi, questa sarebbe una prerogativa degli istituti centrali, e prima di prestare delle somme le devono raccogliere sul mercato della moneta e dei capitali. Nessun investitore sarebbe ora disposto a concedere simili importi, tanto meno a 100 anni, per un’operazione politica dai più che dubbi ritorni economici e una tale manovra avrebbe solo l’effetto di distruggere la fiducia nelle banche italiane, rendergli difficile il finanziamento, incrementarne i costi e portarle in definitiva al fallimento. Ben lungi dal ricavarne benefici lo stato italiano dovrebbe salvarle, sempre che sia in grado di farlo.