No alle nozze gay, la versione di Monti

La presa di posizione del senatore Mario Monti, che intervistato da Ilaria D’Amico su Sky Tg 24 si è detto personalmente contrario al matrimonio gay, è importante per due motivi. Il primo è che, sia pure pronunciate a titolo individuale – Monti ha voluto sottolineare che “nel nostro movimento politico ci sono idee pluralistiche su questo tema, così come nella società e così come negli altri partiti” – le sue parole non sono equivocabili: il premier dimissionario e ora candidato alla guida del paese ritiene che la famiglia sia quella “costituita da un uomo e da una donna” e “fondata sul matrimonio”.
17 AGO 20
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La presa di posizione del senatore Mario Monti, che intervistato da Ilaria D’Amico su Sky Tg 24 si è detto personalmente contrario al matrimonio gay, è importante per due motivi. Il primo è che, sia pure pronunciate a titolo individuale – Monti ha voluto sottolineare che “nel nostro movimento politico ci sono idee pluralistiche su questo tema, così come nella società e così come negli altri partiti” – le sue parole non sono equivocabili: il premier dimissionario e ora candidato alla guida del paese ritiene che la famiglia sia quella “costituita da un uomo e da una donna” e “fondata sul matrimonio”, e che “sia necessario che i figli crescano con un padre e con una madre”. Non è poco, come dimostrano certe reazioni deluse del mondo militante Lgbt.
Non è poco soprattutto in un momento nel quale in molti giocano a nascondino o preferiscono rifugiarsi in mezze parole, dico-non dico, ammicco un po’ qua e un po’ là e poi si vedrà, forse ammaestrati dalla vicenda francese del “mariage gay”, diventata un boomerang per il presidente Hollande (ieri, tra l’altro, i socialisti in difficoltà hanno annunciato un emendamento alla legge da loro stessi presentata, con il quale si riducono a una dozzina, contro i precedenti centocinquanta, i punti del codice civile in cui i termini “padre” e “madre” dovrebbero essere sostituiti dal neutro “parent”). Il secondo aspetto interessante della dichiarazione di Monti è oggettivo: è illusorio, oltre che sbagliato, sperare di tener fuori dalla battaglia politica i temi eticamente sensibili. Non solo perché l’intervistatore di turno può stanare i reticenti, ma perché contano nell’idea di paese che si vuole proporre.